Le casalinghe disperate che fanno sorRIDERE

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Di Rosa A. Menduni e Roberto De Giorgi
Con Francesca Bianco, Diana Detoni, Anna Casalino, Monica Belardinelli
Regia di Carlo Emilio Lerici

Voto: 6 su 10

Cosa si può regalare a Natale a una bambina? Naturalmente un bel giocattolo. Le più gettonate sono le bambole, con i loro vestitini, le scarpette, i trucchi i pettinini e chi più ne ha più ne metta.

Quando una bambina tiene in mano una bambola si sente donna e mamma. Non vede l’ora di crescere per imitare in tutto e per tutto i gesti e gli atteggiamenti di mamme e nonne.

Tra i vari giocattoli ci sono anche, modernissime cucine, pentoline, set per fare le pulizie, micro lavatrici (per lavare i vestitini delle bambole) e gli immancabili asse e ferro da stiro (questa volta per stirarli i vestitini).

Insomma, c’è tutto un mondo di plastica, che fin da piccole prepara le giovani donne di tutto il mondo al triste destino che le accomuna. Potranno diventare dottoresse, infermiere, avvocati, insegnanti, architetti, ma nell’anima di ognuno ci sarà un po’ della casalinga.

“Casalinghe Social Club” in scena al Teatro Belli di Roma mostra così un universo femminile tutto da scoprire fatto di sospetti e scoperte, di invidia e gelosia, ma soprattutto di follia.

305362_393850237367111_1405561059_nQuattro donne, quattro anime, quattro vite. Personalità ben distinte che si intersecano fra loro e che regalano qualche sorriso e molti spunti di riflessione. C’è Gianna, convinta che il marito ginecologo la tradisca con una sua paziente, e c’è Leda, divorziata e schiava del botulino con la paura di invecchiare. E poi ci sono Carolina con il suo sorriso “rassicurante, tenero e disarmante”, figlia repressa di Leda; ed infine Lilli, la colf in tacchi rossi e pattine, fissata con i romanzi gialli e gli omicidi perché “nei romanzi si immaginano le cose che nella vita vera non si avrebbe il coraggio di fare”.

E così, tra un soufflé e una spolverata, Lilli mette nero su bianco i suoi intimi desideri di morte, Gianna tenta invano di conoscere l’amante del marito, e Leda e Carolina vivono lo scontro generazionale tipico del rapporto madre e figlia: se una cresce, l’altra immancabilmente invecchia.

Uno spettacolo senza troppe pretese, dai toni colorati tipici dell’universo femminile.

Consigliato a chi crede che nella vita le donne non debbano solo pulire, lavare, stirare, spazzare, cucinare, apparecchiare; infondo “siamo così….dolcemente complicate”.

Angela Di Giacomantonio

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