“Le avventure di Elsa” di Rosa Bizzintino

elsa

Le avventure di Elsa

di Rosa Bizzintino

Edizioni Albatros

53 pag.

 

La mamma disse poi che avrebbe dovuto gioire quando si fossero presentate giornate piedi di momenti belli, perché ci sarebbero state anche giornate in cui avrebbe perso la tranquillità e si sarebbe poi pentita di non aver saputo apprezzare i momenti felici ormai passati.

Le avventure di Elsa, pag. 48

Non c’è niente di più complesso e difficile che raccontare la realtà. Ai bambini il quotidiano non piace, annoia; c’è bisogno del fantastico, del nuovo, di immaginazione. Viaggiare senza confini, perché la loro fantasia confini non ne ha. Tuffarsi all’avventura – come un salto nel buio – ed imparare.

La fantasia, dunque, è il mezzo; la realtà – o parvenza di realtà – schiaccia gli adulti, figuriamoci l’effetto devastante che potrebbe avere sui bambini.

Nel suo primo romanzo, Le avventure di Elsa (Albatros), la calabrese Rosa Bizzintino ci accompagna nella vita di una bambina di sei anni con gli occhi neri ed i capelli castano scuri tenuti a bada da un cerchietto colorato decorato da tanti fiorellini.

Una serie di micro racconti di “normalita’” fin troppo semplici: la visita della nonna, una gita scolastica, la Befana e Babbo Natale, il primo giorno di scuola, la primavera, il mare.

Usando una scrittura ricca di aggettivi, tristezza e malinconia, Rosa Bizzintino illustra come tutto si aggiusta nella vita – schiacciando al midollo il senso delle storie – bruciando la possibilità di farci vedere la bellezza vera delle cose che ci circondano attraverso gli occhi sognanti di Elsa.

La vita, però, non va illustrata, ne tanto meno spiegata ai bambini. La vita va vissuta. Fortunato quell’adulto che lascerà sempre in fondo al cuore un pezzo dell’animo puro di un bambino. L’innocenza va preservata, non violata.

Angela Di Giacomantonio

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