“L’amore è imperfetto”, accomodante fotoromanzo osé, brava la Foglietta

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L’amore è imperfetto (id, Italia, 2012) di Francesca Muci con Anna Foglietta, Giulio Berruti, Camilla Filippi, Bruno Wolkowitch, Lorena Cacciatore

Sceneggiatura di Francesca Muci e Gianni Romoli, dal romanzo “L’amore è imperfetto” di Francesca Muci (ed. Piemme)

Drammatico, 1h32’, 01 Distribution, Rai Cinema, Tilde Corsi e Gianni Romoli per R&C, in uscita il 29 novembre 2012

Voto: 5 su 10

Eccolo qua il melodrammone programmatico a sfondo erotico, fatto di passioni e di emozioni, di ricordi e di rancori, audace e melenso, con un occhio alle pruderie assortite e l’altro al grande pubblico, possibilmente televisivo.

Elena (Anna Foglietta), trentacinquenne con un passato sentimentale doloroso alle spalle, proprio quando sembra aver chiuso definitivamente con l’amore, fa la conoscenza di Adriana (Lorena Cacciatore), una diciottenne maliziosa e vitale, e di Ettore (Bruno Wolkowitch), un maturo produttore musicale. In una spirale di seduzione sempre più complessa, rivediamo Elena molti anni prima, innamorata di Marco (Giulio Berruti), un fotografo tanto affascinante quanto ambiguo. Lentamente, la donna perderà le sue certezze e dovrà tornare a fare i conti col proprio passato.

La Muci, con fondi di Stato e il sostegno dell’Apulia Film Commission (l’intera storia è ambientata a Bari), traspone sul grande schermo il suo romanzo omonimo con piglio quasi da inchiesta femminile, raccontando una protagonista terribilmente irrisolta, cui la bella prova della Foglietta riesce a rendere, in certi frangenti, addirittura amabile.

Ciò che non torna è il giro di vite che le sta intorno, danni collaterali a un’esistenza monotona che, d’un tratto, diventa una giostra d’instabilità: la leggerezza con cui Elena si muove tra novità e passioni provoca disagio, i suoi comportamenti generano fastidio; ma è proprio questo il bello del personaggio e di una storia di sentimenti che, purtroppo, a lungo andare scade completamente in un fumettone alquanto discutibile e incline al patetico.

La confezione anonima non regge la povertà di una sceneggiatura che, nel tentativo di mostrare le “mille sfumature dell’amore” (come cita la penosa frase di lancio del film, ricavata dal titolo di un noto best seller erotico), eccede in una serie di irritanti momenti piccanti, molti dei quali indesiderati e irrilevanti.

Passato e presente si alternano privi di curiosità, le rivelazioni si accumulano senza sorprendere, il ménage procede cauto e accomodante, talmente tanto accomodante da far perdere progressivamente alla vicenda ogni minimo interesse.

Non resta che gustarsi l’interpretazione fresca e naturale di Anna Foglietta, una delle presenze più concrete del nuovo cinema italiano, in un cast comunque indovinato (le signore gradiranno l’ironico striptease del bel Berruti), ad eccezione del francese Wolkowitch, aria vissuta e sguardo da fesso, che in Italia ricopre sempre lo stesso ruolo, il playboy incallito e laconico.

Giuseppe D’Errico

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