La regina del deserto sbarca a Roma

pri

Titolo: Priscilla – La regina del deserto
Presentato da: MAS Music, Arts & Show
Di: Stephan Elliot e Allan Scott
Regia: SIMON PHILLIPS
Con: Antonello Angiolillo, Simone Leonardi, Mirko Ranù

Voto Mannino: 9 su 10

Voto Ozza: 9½ su 10

Ci sono rappresentazioni, ci sono spettacoli, ci sono grandi Show…e poi c’è “Priscilla – la regina del deserto” che è molto più di quello che potete immaginare.
Il musical dopo essere stato a Milano ed aver registrato un successo enorme, tanto da essere indicato come lo spettacolo migliore della stagione 2011/2012, sbarca nella capitale e lo fa nel modo più travolgente possibile. Sin dal primo momento il pubblico è rapito, divertito e spesso anche commosso. Ogni onore che si può tributare a questa messa in scena è certamente meritato.
Assolutamente difficile decidere se l’amore scatti per la disco anni ’70 che riporta i più adulti alla loro giovinezza e faccia nascere nei più giovani la nostalgia di un tempo che non hanno vissuto ma che ovunque viene celebrato come un decennio di innovazione, libertà, colore e gioia di vivere. Le Sister Sledge, il Funk, Cindy Lauper, Madonna, una colonna sonora pop che ti impedisce di restare seduto sulla sedia. Sarà anche che viene cantato benissimo dalle tre Divas che ti accolgono scendendo come angeli imparruccati sulle note di “It’s Raining men” e ancora meglio dai tre protagonisti, anche se sarebbe più corretto chiamarle protagoniste.13274973685628-2-368x276 Mitzi, Bernadette e Felicia sono degli artisti, le si potrebbe bollare banalmente come Drag Queen, ma quello che davvero regalano è un’illusione, un sogno, di un integrazione tra uomini e donne, ma soprattutto del coraggio di essere sé stessi a qualunque prezzo.
Le performance di Antonello Angiolillo (Mitzi/Tick); Simone Leonardi (Bernadette/Ralph) e Mirko Ranù (Felicia/Adam) sono impressionanti. Se i primi due alternano un’ironia esilarante a scene drammatiche e commoventi, condite con performance vocali talmente buone da sembrare in playback; il terzo stupisce come animale da palcoscenico, ballerino eccezionale e presenza carismatica porta in sé la leggerezza che ci si aspetta dal frivolo mondo dei travestiti, ed allo stesso tempo nella sua fragilità vive tutta la malinconia di chi è cosciente che nella vita dovrà sempre tenere i guantoni alti, per non farsi mettere al tappeto.
Un plauso speciale va anche alla costumista e a tutto il reparto sartoria che ha sfornato costumi stravaganti e permettono di avere in scena cambi velocissimi e perfettamente cronometrati.
Non c’è molto altro da aggiungere: vedere per credere, assistere per godere.

Maddalena Mannino

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>