“La pazza gioia”, Virzì commuove e dirige due attrici meravigliose

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La pazza gioia (Italia/Francia, 2016) di Paolo Virzì con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Anna Galiena, Marco Messeri, Tommaso Ragno, Bob Messini, Marisa Borini

Sceneggiatura di Paolo Virzì e Francesca Archibugi

Commedia, 1h 56′, 01 Distribution, in uscita il 17 maggio 2016

Voto: 8 su 10

Fa piacere notare come la stagione cinematografica italiana sia stata aperta e ora chiusa da due film che resteranno nel tempo, la bellissima, disperata opera postuma di Claudio Caligari Non essere cattivo, e questo vitale, irresistibile ultimo lavoro di Paolo Virzì, La pazza gioia, scritto insieme a Francesca Archibugi e colpevolmente relegato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, dove gli applausi l’hanno travolto.

locandinaStoria di donne matte, o forse ben più sane di tanti esseri “normali” che vagano per le nostre strade, il film racconta dell’amicizia insperata tra Beatrice Morandini Valdirana (Bruni Tedeschi), una sedicente contessa decaduta con un burrascoso passato sentimentale e varie accuse per stalking alle spalle, e Donatella Morelli (Ramazzotti), derelitta sociale triste e schiva, con troppi traumi famigliari da dover sopportare. Entrambe ospiti in una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, fuggiranno durante un’uscita di gruppo per vivere qualche giorno di libertà e sistemare due o tre faccende rimasta in sospeso…

È stato detto più volte, ma non si può non ribadire che Virzì sia probabilmente il miglior erede della gloriosa commedia italiana che fu, quella capace di far sorridere senza sminuire mai l’amaro disincanto di un dramma quotidiano. La pazza gioia affronta tematiche importanti e rischiose con la levità degna di un grande autore, nonostante una sceneggiatura a volte forzata e non sempre giustificabile per credibilità. Eppure il regista, complici due attrici meravigliose, riesce a regalarci due personaggi femminili autentici e struggenti, che creano un piccolo universo di aspirazioni in cui tutti potrebbero (e vorrebbero) trovare posto. Tutto il film è dominato dalla bravura delle due interpreti principali, una sofferta e misuratissima Ramazzotti e una straripante, logorroica, esplosiva, travolgente Valeria Bruni Tedeschi. E, pur con qualche limite di scrittura, è bello lasciarsi trasportare dalla commozione di questa fuga verso la vita, dalle mani di un regista che sa graffiare senza mai perdere in sensibilità.

Giuseppe D’Errico

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