“La luna su Torino”, operetta fragile sull’inquietudine di vivere oggi

E.Franceschini, M. Parodi e W.Leonardi

La luna su Torino (Italia, 2013) di Davide Ferrario con Eugenio Franceschini, Walter Leonardi, Manuela Parodi, Daria Pascal Attolini, Guido Ottobrino, Benedetta Perego, Franco Maino, Stefano Scherini

Sceneggiatura di Davide Ferrario

Commedia, 1h 30′, Academy Two, in uscita il 27 marzo 2014

Voto: 5½ su 10

A quattro anni dall’apprezzato (e sfortunato) Tutta colpa di Giuda, torna Davide Ferrario con un film da lui scritto, prodotto e diretto come ai bei tempi di Dopo Mezzanotte. Torna anche l’ode malinconica alla sua città, Torino, e a una generazione di precari costantemente in cerca di equilibri su quel 45° parallelo che attraversa il capoluogo piemontese, ponendolo a metà strada tra il Polo Nord e l’Equatore.

LA_LUNA_SU_TORINO_GUgo ha quasi quarant’anni, a quattordici ha ereditato una villetta dopo la morte dei genitori (borghesi e di sinistra, rivendica con orgoglio) ma non ha mai combinato niente nella vita ed ora è a rischio di sfratto. I suoi due coinquilini, Maria e Dario, cercano di concretizzare sentimenti e desideri: lei lavora in un’agenzia di viaggi e sogna ad occhi aperti il grande amore, lui studia lettere e lavora in un bioparco ma guarda lontano dall’Italia. Infondo, tutti e tre sono alla ricerca di un loro posto nel mondo.

Visivamente grazioso e naif, ma di struttura narrativa fragilissima, La luna su Torino è la summa delle debolezze del cinema di Davide Ferrario, sperimentalista coraggioso, troppo spesso incline a formule dalla poeticità lieve e complete di riflessioni profonde ma indolori. Il film è uno scatto contemporaneo dalle tinte pop (colonna sonora di Dente) afflitto da un’autocommiserazione latente che sembra un tratto distintivo del regista sin dai tempi di Anime fiammeggianti. L’evidente sincerità e la recitazione vivace di Franceschini e Leonardi lo sostengono finché possono, poi si fa largo la mestizia, e le inquadrature sghembe si mangiano le timide considerazioni sulla natura maligna di oggi.

Giuseppe D’Errico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>