“La febbre del sabato sera – Il Musical”, uno spettacolo di Claudio Insegno, la recensione

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LA FEBBRE DEL SABATO SERA – IL MUSICAL

Una Produzione Teatro Nuovo
supervisione musicale Angelo Racz
coreografie Valeriano Longoni
scene Roberto e Andrea Comotti
costumi Graziella Pera
proiezioni Francesca Del Cupolo e Erica Dolci
disegno luci Alin Teodor Pop
regia Claudio Insegno

Andato in scena al Teatro Europauditorium di Bologna. A Roma al Teatro Olimpico fino al 19 febbraio

Voto: 7 su 10

Sono passati quarant’anni dal debutto di una delle pellicole più importanti della storia del cinema, La febbre del sabato sera, uscita nel 1977 per la regia di John Badham. Ed è proprio per festeggiare il 40° anniversario di questa pellicola cult che il Teatro Nuovo di Milano presenta, grazie alla nuova produzione italiana di Stage Entertainment, una nuova versione, andata in scena al Teatro Europauditorium di Bologna, fresca e spumeggiante, in cui rivivono, passando soprattutto attraverso i grandi successi della disco dance in voga negli anni Settanta, le avventure del mitico Tony Manero e dei suoi amici.

SNF_POSTER_CASTIl musical ha molti ingredienti che lo trasformano in un godibilissimo spettacolo: anzitutto la musica, trascinante e coinvolgente, diretta dal vivo dal maestro Massimo Carrieri che ha reinterpretato i grandi successi di quel fervido periodo storico, dalle canzoni dei Bee Gees scritte per il film stesso come Stayin’ Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing fino ad arrivare alla famosissima Disco Inferno. Poi c’è la danza, altra grande protagonista di questa intramontabile opera, bravissimi tutti gli interpreti che, grazie anche ai bellissimi costumi riprodotti da Graziella Pera, trascinano e coinvolgono animando la scena con delle esplosive performance. Molto godibili anche gli sketch ironici, divertenti e ben riusciti, soprattutto quelli che vedono protagonisti Frank e Flo Manero (Gaetano Ingala, Alessandra Sarno), genitori di Tony.

Non manca il focus sul disagio giovanile, ancora molto attuale nonostante siano trascorsi diversi anni. Il film così come il musical aveva l’obiettivo di portare alla luce uno spaccato di gioventù e soprattutto i disagi e le problematiche che sembrano, nonostante siano passati quarant’anni, pressoché invariati: Tony Manero interpretato dal bravissimo Giuseppe Verzicco è un giovane italoamericano che vive a Brooklyn, commesso in un negozio di ferramenta e amante della musica e della danza. Il suo carattere impulsivo, passionale e apparentemente superficiale, lo porta a continue scorribande con i suoi amici e a vivere la vita sempre al limite, anche se, nel suo intimo, cerca, attraverso la danza, un riscatto sociale e una sua identità.

Insieme a Tony, i protagonisti sono i medesimi del film: Annette (Laura Panzeri), la ragazza innamorata da sempre del protagonista ma che non riuscirà mai a conquistarlo; la sua antagonista, Stephanie Mangano (Marina Maniglio), anche lei italiana di origine con la quale Manero vincerà la memorabile gara di ballo ma non riuscirà a conquistare il suo cuore; e la toccante storia dell’amico Bobby (Massimiliano Pironti) portato a sposare la sua ragazza perché incinta, ma destinato a morire in un incidente che farà decidere a Tony di cambiare la propria vita.

Emerge l’esigenza di voler trovare la propria identità “L’unico modo per essere felice e fare ciò che ritieni giusto e non ciò che ti obbligano a fare”, “voler essere qualcosa che non sei significa sprecare se stessi”, frasi che dirà il fratello di Tony, Frank Junior (Alex Botta), dopo aver deciso di abbandonare i voti ecclesiastici, e la voglia di far esplodere tutta l’energia giovanile attraverso la musica e il ballo. Sono proprio questi gli ingredienti de La febbre del sabato sera, un’opera che, anche dopo quarant’anni, riesce ancora a trasmettere i propri valori e la sua forza vitale.

Amelia Di Pietro

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