Joe Jackson & The Bigger Band a Roma Jazz Festival nell’omaggio a Duke Ellington

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Joe Jackson: voce e pianoforte;
Darryl Jones: basso;
Charley Drayton: batteria;
Adam Rogers: chitarra;
Sue Hadjopoulos: percussioni;
Allison Cornell: tastier, viola e voce;
Regina Carter (special guest): violino

 

Joe Jackson torna e lo fa mantenendo fede al suo stile, creativo e originale. Insieme alla Bigger Band e a Regina Carter, ospite d’eccezione, il cantante e musicista inglese ha presentato a Roma in esclusiva, durante la serata di mercoledì scorso, nell’ambito del Roma Jazz Festival, il suo ultimo lavoro, dedicato a Duke Ellington, “The Duke”. “Ho una venerazione per Duke Ellington, ma questo disco non vuole essere un omaggio deferente”.

Non sono parole prestate al caso o dichiarazioni di facciata: Jackson ha deciso di interpretare i classici di uno dei grandi maestri dell’era dello swing, mettendo in azione nuovi processi sensoriali nella rilettura dei brani del leggendario compositore. Prima tra tutte: togliere dalla costruzione della struttura sonora quasi completamente l’uso dei fiati, assi portanti nel lavoro di Ellington. Il risultato è un lavoro nuovo, per il quale Jackson ha mobilitato musicisti stellari, caratterizzato da una varietà di ritmi e sfumature sonore libere, originali e inaspettate. Una fusione di stili e suoni, molti diversi tra loro, che intrecciano il jazz con la musica classica, per arrivare al pop, al rock, al soul, alla musica afro-americana e brasiliana. Tutto mixato dalla libertà espressiva e compositiva tipica di Jackson.
L’insegnamento più grande che ne esce è l’alto grado di vita eterna che questa musica conosce, senza limiti, di genere o di tempo. Opera viva, che può essere costantemente rimaneggiata, amalgamata a nuovi stili, rielaborata e reinventata, seguendo pedissequamente lo stile estroso del songwriter inglese.
Joe Jackson, classe 1954, fa parte di quella generazione di inglesi, insieme a Elvis Costello e Graham Parker, che alla fine degli anni ‘70, sfidando il punk rock, riuscì a sfondare i confini statunitensi esportando la nuova “voce” del New Wave sounds. Da lì, dalle scene newyorkesi, dagli ambienti underground e jazzistici della Grande Mela, Jackson comincerà a contaminare stili e virtù sonore diversificate e sempre nuove, fino a arrivare al 2012 con 25 album in carriera e le mani sporche di power-pop, new wave, classica, swing, rock, pop e jazz.

Prodotto dallo stesso Jackson, registrato e mixato da Elliot Scheiner, “The Duke” non è soltanto un omaggio a Ellington, ma è soprattutto l’ultimo lavoro di Joe Jackson, dal quale emerge, a 360°, tutta la versatilità e l’anticonformismo del suo approccio.

Giulia Focardi

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