“Itaker” gli italianacci di Trupia

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Itaker – vietato agli italiani (Italia, 2012) di Toni Trupia con Francesco Scianna,  Monica Birladeanu, Michele Placido, Paolo Lagana

Sceneggiatura di Toni Trupia, Michele Placido, Leonardo Marini

Drammatico, 1h 38′

Voto 6½ su 10

La storia del viaggio in Germiania di un bambino di 9 anni alla ricerca del padre emigrato anni prima e di cui si sono perse le tracce e di un magliaro che torna tra i tedeschi per riprendere il contrabbando con la Westalia del nord. In poche, pochissime parole ecco il sunto di Itaker, secondo lavoro del siciliano Toni Trupia.
Sin da subito viene in mente il parallelismo con “Pane e cioccolata” o “I magliari” e Scianna regge bene il confronto con Nino Manfredi, il suo personaggio è forse meno divertente, ma comunque riesce ad emozionarsi ed emozionare, scoprendo in sé la capacità di affezionarsi ad un bambino non suo e di innamorarsi nonostante non fosse nei suoi progetti.
E’ bella la fotografia di questo film, fredda e giocata su colori spenti che riescono a ricreare alla perfezione l’ambiente triste vissuto dagli Itaker (italianacci, termine dispreggiativo tedesco per indicare gli immigrati del nostro paese). Non c’è nulla di gratuito o accessorio nella ricostruzione delle baraccopoli e degli altri ambienti in cui i nostri connazionali in cerca di fortuna hanno vissuto negli anni ’60 del boom.
Tuttavia qualche piccola pecca c’è, la sceneggiatura scritta a sei mani in certi momenti scorre male, lasciando intravedere l’opera di più persone che pur lavorando con un interesse comune hanno, almeno così pare, approcci diversi alla scrittura.
I personaggi potrebbero facilmente ricadere in degli stereotipi e creare un sentimentalismo stucchevole, fortunatamente arginato in quasi tutta la pellicola e con poche e perdonabili sbavature. Fortunatamente i toni tragici della vicenda sono stati in più punti stemperati da scene più “tranquille” capaci di strappare un sorriso ed evitare l’effetto mattone che avrebbe reso la pellicola l’ennesimo film storico-sociale, interessante ma solo per chi è appassionato di documentari.
La colonna sonora è forse l’aspetto meno riuscito del film, pur assecondando bene le scene, non rimane impressa e toglie in parte valore ad un’opera che di per sé poteva essere qualcosa di veramente nuovo e rappresentativo del nuovo cinema italiano che si sta cercando di creare.
Il film sarà nelle sale dal 29 novembre e verrà presentato al prossimo festival di Berlino.

Maddalena Mannino

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