“Irrational Man”, Woody Allen e il ritorno del mistery esistenziale

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Irrational Man (id, Usa, 2015) di Woody Allen con Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey, Jamie Blackley, Etsy Aidem, Ethan Phillips

Sceneggiatura di Woody Allen

Commedia, 1h 35′, Warner Bros. Pictures Italia, in uscita il 16 dicembre 2015

Voto: 6½ su 10

Forse sbaglia chi continua ad attendersi da Woody Allen un cinema nuovo per impostazione drammaturgica ed estetica. Il grande regista newyorkese, alla veneranda età di ottant’anni, continua a proporre i temi a lui più cari, preoccupandosi il minimo di inserirli in storie solo superficialmente differenti da quelle del passato. Ma da un autore che ha attraversato generi e stili cinematografici come pochi altri, regalando decine di capolavori rimasti impressi nell’immaginario collettivo, si può anche accettare di buon grado che, con l’avanzare della senilità, l’estro non sia più come quello di una volta. Quest’ultimo Irrational Man potrà anche sembrare desueto, banale, già visto, eppure i meno fedeli alla filmografia alleniana potranno trovare non pochi spunti su cui tornare a pensare.

irrational-manIl terreno è quello dell’indimenticato Crimini e misfatti (e quindi di Match Point, Sogni e delitti ma anche di Misterioso omicidio a Manhattan), con l’alternanza spesso impercettibile tra commedia e tragedia, tra ironia e thriller. Il protagonista è un professore di filosofia, Abe Lucas (Phoenix), emotivamente stanco e incapace di dare un senso alla propria esistenza. Nel college universitario nel quale è stato da poco trasferito intreccia una relazione con una collega annoiata (Posey) e con una sveglia studentessa (Stone) che poco ci mette a innamorarsi dei suoi modi trascurati e affascinanti. Per puro caso, entrambi si ritrovano a origliare una conversazione privata al tavolo di un bar: è in questa circostanza che Abe capisce di dover compiere una scelta drastica per dare una svolta alla sua vita…

Pur se lontanissimo dalle profondità del film del 1989, che resta probabilmente la summa artistica dell’Allen pensoso su vita e arte, Irrational Man tende ad abbracciare i modi morbidi e le tonalità tenui dell’ultima produzione del regista. Evidentemente didascalico più del dovuto, e con l’impressione prepotente di voler offrire un bignamino filosofico che spazia da Kant a Hannah Arendt con abile scioltezza, il film si lascia gustare nella sua formula di “mistery esistenziale”, sia per l’indubbio talento alleniano dei dialoghi, sempre brillanti e spesso spiazzanti, che per le interpretazioni perfettamente centrate di Joaquin Phoenix, stropicciatissimo e con panzone alcolico, ed Emma Stone, nuova musa che il buon Woody sa ben valorizzare in tutto il suo discreto fulgore.

Oggi meno di allora, resta una riflessione dostoevskjiana sulla scelta da un autore immenso che, con una tenacia incrollabile, continua a sviscerare i suoi argomenti sperando che ci sia ancora un pubblico ben disposto ad accoglierli. Atteggiamento vicino al patetico, ma che merita rispetto.

Giuseppe D’Errico

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