“Inside Out”, straordinario ritorno della Pixar con un film geniale e struggente

Inside-Out

Inside Out (id, Usa, 2015) di Pete Docter e Ronnie Del Carmen

Sceneggiatura di Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley

Animazione, 1h 34′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 16 luglio 2015

Voto D’Errico: 9 su 10
Voto Ozza: 10 su 10

Lo si è atteso a lungo questo grande ritorno della Pixar all’eccellenza, dopo alcuni anni di delusioni dettate non tanto dalla reale mediocrità dei lungometraggi presentati, quanto piuttosto dall’essere stati troppo ben abituati a capolavori ad ogni uscita. Con Inside Out gli studios di Emeryville ritrovano il regista e sceneggiatore di Monsters Inc. e Up Pete Docter e, con lui, una tipica storia pixariana su un mondo parallelo al reale, che condiziona e determina un’apparente normalità.

Inside_Out_Poster_Italia_midSe prima erano i giocattoli e i mostri negli armadi a popolare universi speculari al nostro, adesso l’ambizione sta nel raccontare gli ingranaggi della mente umana e le emozioni che regolano il nostro pensiero e comportamento. Protagonista è la piccola Riley, che ha undici anni e si ritrova con i suoi genitori a doversi trasferire dal Minnesota a San Francisco (c’è la crisi e il papà deve cambiare lavoro). Nella nuova casa, però, la bambina è preda di un’insolita e preoccupante apatia: nella sua testa, Gioia e Tristezza si sono perse nel tentativo di preservare un ricordo, e al quartier generale di comando della personalità di Riley sono rimasti solo Rabbia, Paura e Disgusto. Nel bel mezzo della memoria a lungo termine, Gioia e Tristezza cercheranno in tutti i modi di porre rimedio a una catena di sconvolgimenti che sembra irreversibile…

Definire geniale questo viaggio interiore tra infanzia e adolescenza è riduttivo del potere immaginifico e comunicativo di un film straordinario. Se, ancora una volta, il comparto visivo riesce a sorprendere per l’incredibile ricchezza di fantasia e sublime ironia, è nuovamente la componente emotiva e più squisitamente drammaturgica a lasciare senza fiato: servendosi della classica avventura per “ritrovare la strada di casa”, Pete Docter riflette non solo sul peso delle emozioni ma, soprattutto, sulla memoria e sull’importanza fondamentale dei ricordi per rivivere il passato e rielaborarlo nel presente, per non perdere contatto con le emozioni e per saperle riconoscere. I colori candy-pop e il turbinio di esilarante inventiva celano un fondo struggente, giacché il film è il racconto di una perdita d’innocenza, di un passaggio di vita obbligato, dove l’ingenuo candore della fanciullezza deve cedere il passo ai dispiaceri dell’età adulta (memorabili, in tal senso, il meraviglioso personaggio di Bing Bong, l’elefante immaginario che piange caramelle, e il finale con la tristezza che entra definitivamente nei pensieri lieti di Riley). Trattenere la commozione è impossibile. Inside Out è l’altra faccia di Eternal Sunshine of the Spotless Mind.

Giuseppe D’Errico

Poetico, profondo, emozionante, intelligente, divertente: farà forse più bene agli adulti che ai piccini, facendoli riflettere su quanto “Tristezza” sia complementare a “Gioia” e inscindibile da essa. Consigliatissimo.

Andrea Ozza

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