“In Another Country”, Hong Sang-Soo si dà all’esercizio di stile

timthumb

In Another Country (Da-reun na-ra-e-suh, Corea del sud, 2012) di Hong Sang-soo, con Isabelle Huppert, Kwon Hye Hyo, So-ri Moon, Jung Yu-Mi

Soggetto e sceneggiatura di Hong Sang-soo

Commedia, 1h e 28’, Distribuzione Tucker Film, nelle sale dal 22 agosto 2013

Voto: 3 su 10

Che noia. Tre storie che in realtà risultano essere tre varianti di un’unica storia (una donna francese e sola in vacanza presso una località balneare coreana, la spiaggia di Mohang) con personaggi e ambienti ricorrenti, per 88 minuti di girato che pesano come un polpettone di tre ore.

IAC manifestolightQuesto film di Sang-soo sa di saggio scolastico di uno studente al primo anno d’accademia cinematografica, che ha appena finito di leggere “Esercizi di stile” di Queneau e pensa che nessuno, prima di lui, abbia pensato di trasporlo sullo schermo. A che serve un film così? A quale tipo di pubblico è destinato? Diverte? Racconta? Se sì cosa? Domande basilari, eppure palesemente ignorate.

La Huppert ce la mette tutta, brava come sempre, vera stella internazionale del cinema francese, eppure non basta: la scarna messa in scena si fa sentire, la “semplicità” del linguaggio registico arriva ad abusare dei tempi morti e dei tagli di inquadratura stiracchiati, esasperati.

Per fare un esempio: macchina fissa, campo vuoto; dopo qualche secondo entrano gli attori, recitano i loro dialoghi anni luce lontani dal genere della commedia; quando hanno finito escono di scena, lasciando nuovamente il campo vuoto e solo dopo altri secondi arriva lo stacco. Immaginate questa sequenza reiterata per un’ora e venti minuti: ve lo assicuriamo, è estenuante e si arriva a rimpiangere lo scatenato divertimento della visione di una Corazzata Potëmkin a questo “Commedia” coreana.

Molti colleghi della critica, sentendosi disorientati dall’ingenuità di In Another Country, hanno preferito nascondere il flop firmato Sang-Soo ricamando, su questo film inutile e questa trama inesistente, mille elucubrazioni e rintracciando altrettanti “omaggi” a celebri romanzi o registi o storici movimenti cinematografici. Noi preferiamo essere sinceri e ci congediamo con uno spontaneo: evitate, gente, evitate!

Andrea Ozza

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>