“Il volto di un’altra”, la verità bendata di Pappi Corsicato

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Il volto di un’altra (id, Italia, 2012) di Pappi Corsicato con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin, Franco Giacobini, Fabrizio Contri, Giancarlo Cauteruccio.

Soggetto e sceneggiatura di Pappi Corsicato, Monica Rametta, Daniele Orlando e Gianni Romoli

Commedia, 1h 24’, Tilde Corsi e Gianni Romoli per R&C, Rai Cinema, Officine Ubu

Festival internazionale del Film di Roma2012, In Concorso

Voto: 6½ su 10

“La tua faccia ha stancato”, un monito inquietante quanto temibile, è la chiave di volta per tentare di comprendere l’ultimo lavoro di Pappi Corsicato che, archiviato il flop de Il seme della discordia, torna a proporsi con una commedia satirica sul mito dell’estetica e sugli schermi che velano la realtà dall’apparenza.

Bella (Laura Chiatti), la splendida conduttrice di uno show televisivo sulla chirurgia plastica, viene licenziata dalla rete perché ormai priva di appeal sul pubblico; furiosa, resta vittima di un brutto incidente stradale dal quale ne esce sfigurata. O no? Fiutata la possibilità di intascare una ingente somma dall’assicurazione e convinta dal marito, il chirurgo René (Alessandro Preziosi) che proprio nella sua trasmissione eseguiva le operazioni sugli ospiti, a cavalcare l’onda del pietismo nei suoi confronti per rilanciare la propria carriera, Bella accetta la possibilità di lasciarsi modificare il volto in diretta tv. Il carrozzone speculativo è partito ma nulla è davvero ciò che sembra.

Quasi un horror sui (pessimi) costumi della nostra società, bulimica di gloria e di bugie mediatiche, Il volto di un’altra porta al trionfo lo stile estetico fuori dagli schemi del regista napoletano che, con una storia fiera di mettere alla berlina i deliri d’onnipotenza televisivi e la bellezza come unico scopo di vita, si sente legittimato a inscenare una continua iperbole visiva in delicato equilibrio tra il baratro e il sublime.

Se infatti la critica al mondo plastificato e falsificato dello showbiz, seppur gustosa, arriva fuori tempo massimo, il modo con cui viene rappresentata non lascia indifferenti: giocando di continui contrasti (la lussureggiante clinica estetica e le soffocanti fognature, i ricchi habitué al ritocchino e i poveri operai, le star e il pubblico, le verità nascoste e le menzogne esposte…), Corsicato attua un vero e proprio attacco frontale al cattivo gusto dilagante, combattendolo con la medesima arma.

A metà tra atmosfere déco e quelle di un reality show, il film diventa un tripudio di sfrenata cinefilia in cui convivono allegramente omaggi alti (il Fellini di e L’asso nella manica di Wilder, fino a Hitchcock, Frenju e al melò di Douglas Sirk) e rimandi più orgogliosamente bassi (la commediaccia all’italiana e lo spaghetti western), completandosi in un finale dove ogni umore (inteso in tutti i sensi possibili) trova una liberatoria quanto estrema valvola di sfogo.

Indovinata l’eterogenea galleria di personaggi (e di attori), dove si fa notare la suora usuraia e “purgante” di Iaia Forte, presenza immancabile nei film del regista.

Un cinema che ambisce ad oltrepassare lo steccato del comune senso della decenza, riuscendoci, alternando trash e divertimento con sottile perfidia.

Giuseppe D’Errico

One Response to “Il volto di un’altra”, la verità bendata di Pappi Corsicato

  1. Kitty scrive:

    fantastica questa rece, complimenti, continuate così :)

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