“Il vizietto”: Iacchietti e Columbro divertono nella loro cage aux folles

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IL VIZIETTO – LA CAGE AUX FOLLES
musical di Jerry Herman e Harvey Fierstein
tratto dalla commedia omonima di Jean Poiret
traduzione e adattamento di Massimo Romeo Piparo
con Enzo Iacchietti, Marco Columbro, Russell Russell, Edoardo Sala
scene Gianluca Amodio
costumi Nicoletta Ercole
luci Daniele Ceprani
suono Luca Finotti
coreografie Bill Goodson
direzione musicale Emanuele Friello
adattamento e regia Massimo Romeo Piparo
una produzione PeepArrow Entertainment
Al Teatro Sistina di Roma fino al 2 novembre

Voto: 8 su 10

Piacevole, divertente, simpatico: Il vizietto – La cage aux folles diretto da Massimo Romeo Piparo è un musical che vi consigliamo di vedere. Sicuramente per gli interpreti, a cominciare da uno scatenato Enzo Iacchietti che si diverte da matti a interpretare l’estrosa Zaza, dimostrando ottime doti non solo recitative ma anche canore. Non è da meno il suo “compagno” Marco Columbro, che si districa fra ruolo di spalla e co-protagonista, tenendo alta l’energia e la gaia verve dello spettacolo. 2 Il-ViziettoMolto buone anche le coreografie, intrise dell’ironia che fa da padrona a un testo che, nonostante abbia la sua età, diverte e1 il-vizietto-musical-teatro-sistina-foto sembra attualissimo, alla luce dei pasticciacci e delle idee retrograde di molti politicanti (e partiti annessi) del nostro Paese. La regia di Piparo fa il resto: ritmo, cambi di scena fluidi, pulizia di gesti, movimenti, battute. Si ride di cuore a vedere l’umanità intrinseca che si cela dietro a questa coppia solo apparentemente votata alla superficialità e alla leggerezza, ma che nasconde, invece, tanta sofferenza, tanta solitudine nel dover difendere sempre, costantemente, la propria dignità. Luoghi comuni ribaltati (Il vizietto è dell’omosessuale che, di nascosto, va a donne), gag piccanti (ma mai volgari), doppi sensi intelligenti non fanno altro che accomodare lo spettatore, felice di gustarsi una commedia sempreverde, con risvolti nuovi rispetto al celebre film degli anni ’80 e musiche più che orecchiabili. Felici di poter ribadire: davvero un buon spettacolo.

Andrea Ozza

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