“Il segreto dei suoi occhi”, un remake inutile con tre star a disagio

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Il segreto dei suoi occhi (Secret in their Eyes, Usa, 2015) di Billy Ray con Chiwetel Ejiofor, Julia Roberts, Nicole Kidman, Joe Cole, Alfred Molina, Dean Norris, Michael Kelly, Lyndon Smith, Zoe Graham

Sceneggiatura di Billy Ray, dal romanzo “Il segreto dei suoi occhi” di Eduardo Sacheri (ed. BUR)

Thriller, 1h 48′, Good Films, in uscita il 12 novembre 2015

Voto: 4½ su 10

I remake americani dei film non americani, si sa, partono sempre col piede sbagliato, perché c’è dell’evidente arroganza nell’agguantare avidamente successi esteri per riproporli in una confezione patinata con la sola voglia di battere cassa. Troppi ne abbiamo già visti finire direttamente nell’oblio e molti, purtroppo, ancora verranno. Nel caso de Il segreto dei suoi occhi, scritto e diretto da Billy Ray, permaneva il beneficio del dubbio, giacché il regista dell’originale argentino del 2010 Juan José Campanella, già premiato con l’Oscar come miglior film straniero, aveva appoggiato l’operazione con entusiasmo, figurando anche come produttore esecutivo. Eppure, neanche per un solo secondo dei soporiferi 108 minuti di visione si ha mai l’impressione di poter giustificare un rifacimento senza alcuna ragione d’essere.

standard_0dcc1b77-b81b-4a89-a132-38aca3dc5172Il lavoro di riadattamento sfida non tanto (e non solo) le leggi della verosimiglianza quanto quelle di una solida scrittura: nel passaggio geografico e temporale tra l’Argentina dei desaparecidos e l’America post-11 settembre, la sceneggiatura riesce con grande fatica a far aderire il trauma di una madre (Roberts) che ha perso la figlia nel modo più efferato, con il senso di abbandono di un popolo in cerca di rivalsa dopo la ferita terrorista. Fallisce clamorosamente, invece, nel dipanare un discorso drammatico lungo tredici anni (contro i trenta dell’originale), che non trova appiglio né motivazioni coerenti nei personaggi, se non in quello interpretato proprio da Julia Roberts, mortificante e a disagio nei panni mestissimi di un’agente dell’FBI distrutta da un dolore incolmabile e costretta a pronunciare, a labbra serrate, dialoghi indegni da cinema giustizialista anni ’80.

Tutto il resto è un pallido patchwork narrativo di situazioni ricalcate pedissequamente dal modello (il pianosequenza allo stadio, il faccia a faccia in ascensore), senza però riuscire a restituirne la grazia romanzesca, la poeticità romantica e la suggestione storica. Il segreto dei suoi occhi secondo Billy Ray è un angusto, confuso e indigesto polpettone in formato thriller, scritto male e diretto con deludente monotonia. Gli attori di grido, verosimilmente coinvolti per assicurare maggiore appeal a un’operazione discutibile, affossano definitivamente ogni speranza di riuscita: Ejiofor è spaesato e fuori parte, la Kidman è ormai una presenza ectoplasmatica, mentre si è già detto della povera e incolpevole Roberts. Un film sbagliato, inutile, da dimenticare.

Giuseppe D’Errico

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