“Il primo caffè del mattino” esordio letterario di Diego Galdino

il primo caffè del mattino

Il primo caffè del mattino

Di Diego Galdino

Sperling e Kupfer, 2013

 

Alla fine si guardarono negli occhi e fu come se tutto fosse concentrato li. Una sensazione strana. Ma, se avesse dovuto raccontarlo (anche se non avrebbe saputo a chi, perché quando si parla tra maschi di queste cose si tende a essere molto più terra terra), avrebbe detto che avevano raggiunto l’orgasmo insieme attraverso lo sguardo, come se in quell’istante ogni stimolo sparso per il corpo fosse stato chiamato a raccolta nel flusso dello sguardo e di li fosse prima imploso e poi esploso.

Il primo caffè del mattino.

Alcuni libri ci chiamano. Senza un motivo. Vogliono essere letti, sfogliati, vissuti. Ci attrae la copertina, il titolo, l’odore. Chissà. In altri ci si inciampa, di nuovo senza un motivo, ma ancora, vogliono essere letti, sfogliati, vissuti.

In quel momento, prendere le distanze diventa complesso, se non forse impossibile. Non sempre si riesce nell’intento di essere oggettivi ad esprimere un giudizio distaccato. Alcuni libri ci catturano, ci trascinano e la professionalità la dimentichiamo. Siamo esseri umani infondo e se una cosa ci piace, aldilà del giudizio “tecnico”, ci piace e basta.

Il primo caffè del mattino, di Diego Galdino, va oltre il semplice e inflazionato “mi piace” del Facebook . Il primo caffè del mattino, si fa amare. Quando questo succede, credo che, l’autore possa ritenersi soddisfatto. Far ridere, piangere, sognare, vivere.

Immedesimarsi a tal punto da sentire sulla propria pelle i sentimenti, le sensazioni, ogni umore e ogni dolore dei protagonisti.

Massimo e Geneviève, un goffo barista romano e una spaurita turista francese con gli occhi verdi e una spruzzata di lentiggini. Uno sguardo, un caffè, una storia d’amore fra equivoci, brioche, fiori, cruciverba e fontanelle, all’ombra del Cupolone. Odori, colori e sapori. Un mix perfetto ed inebriante – l’a(Roma) del caffè si sente ad ogni pagina – per un romantico romanzo che arriva dritto al cuore.

Il tutto con semplicità ed onesta intellettuale verso il lettore, colpito e affascinato dal “parla come magni” di Massimo, le cui scivolate romane, non fanno che rendere ancora più reale il racconto.

Una storia, quella raccontata da Galdino, che si legge tutta d’un fiato. Un sogno. Una magia. Per alcuni cuori (di panna e cioccolato) il miglior modo per (ri)vivere un bellissima realtà.

Angela Di Giacomantonio

 

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