“Il più bel secolo della mia vita”, risate garantite e applausi sinceri

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Casanova Teatro presenta

IL PIU’ BEL SECOLO DELLA MIA VITA

scritto e diretto da Alessandro Bardani e Luigi Di Capua
Con Giorgio Colangeli, Francesco Montanari e Maria Gorini
Collaborazione al testo: Vita Rosati
Scene: Emanuela Netta Brandizzi
Costumi: Laura Di Marco
Luci: Marco Laudando
Musiche originali: Deserto Rosso e Vittorio Giannelli

Sabato 18 e Domenica 19 aprile presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo

Voto: 7½ su 10

Durante un incontro della F.A.E.G.N. (Associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali) Giovanni – organizzatore dell’evento – conosce Gustavo, un novantanovenne saccente e sboccato: entrambi sono figli non riconosciuti alla nascita, detti in gergo “N.N.”. Una legge, unica in Europa, vieta loro di venire a conoscenza delle identità dei genitori naturali fino al compimento del centesimo anno di età. Giovanni, trentenne insicuro e roso da mille dubbi, ha trovato nell’impegno che profonde nell’Associazione l’unica valvola di sfogo che lo sottrae all’inedia esistenziale che ha messo in crisi anche il rapporto che lo lega alla fidanzata (Maria Gorini). Gustavo, che vive in un ospizio (o meglio “casa di riposo” come lui ama precisare), e passa la maggior parte del tempo su una sedia a rotelle, è invece un vitalissimo (quasi) centenario che sembra aver interesse per tutto tranne per la causa portata avanti con tanti sforzi dal buono ma un po’ mesto Giovanni. Il compimento del centesimo anno di età dell’arzillo anziano sarà occasione, per entrambi, di forzare i propri limiti e le proprie convinzioni.

11046460_639705709498690_6645215631314420223_oUna commedia ben scritta, ottimamente recitata e diretta con il giusto garbo: Il più bel secolo della mia vita è una piacevolissima sorpresa, meritevole di un maggior numero di rappresentazioni (solo due le repliche offerte dal Teatro Biblioteca Quarticcolo, anche se lo spettacolo ha già stazionato nel cartellone di quest’anno del teatro della Cometa di Roma). Geninuamente divertente, la piéce vive delle esilaranti battute pronunciate con romana, dialettale naturalezza da un Giorgio Colangeli in stato di grazia: applausi a scena aperta a lui e all’altrettanto bravo Francesco Montanari, che in più di un’ora e mezzo di spettacolo regalano al pubblico genuine risate, evitando per di più volgarità a buon mercato e macchiettismi di sorta.
Belle la scenografia, gradevoli le musiche, cosa chiedere di più per una piacevole serata di svago? Forse, solamente, torniamo a dire: un maggior numero di repliche.

Marco Moraschinelli

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