“Il pianeta senza baci”: letteratura per “ragazzi” di ogni età

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Il pianeta senza baci

di Andrea Bouchard

Edizioni Salani

Bisogna ammetterlo: viene proprio voglia di tornare bambini, dopo avere letto Il pianeta senza baci . Nato dalla penna di Andrea Bouchard (scrittore-maestro già noto al pubblico più giovane per essersi classificato terzo al Premio  Bancarellino 2012 con Magica amicizia) questo piccolo grande libro rivela in maniera semplice e delicata alcune grandi verità  del nostro tempo, nascoste dietro lo scenario fantascientifico.

La fantasia la fa da padrona e l’immaginazione non conosce confini; Bouchard prende per mano i suoi lettori, piccoli o grandi che siano, e li conduce magicamente nel mondo in cui Mattia, il protagonista della sua storia, vive un’ incredibile  esperienza extraterrestre, in un pianeta in cui tutto sembra essere così perfettamente tecnologico ed avanzato, ma  dove in realtà sono proibite le regole basilari per porre le fondamenta di una vita felice.  Niente sport, niente contatto fisico e manifestazioni d’affetto, niente cibo, tutti gli animali banditi, in cambio di un’esistenza ligia al dovere, timorosa delle malattie e rigorosamente all’ insegna di una sobrietà che non lascia spazio al divertimento.

A questo stile di vita integerrimo del pianeta in cui il blu è l’unico colore conosciuto, si oppone uno sparuto gruppo di rivoluzionari che vorrebbero il loro mondo fosse più simile alla Terra. Capeggiati da Turchese e Blumina, i membri del Mangiogroup reclutano ( a sua insaputa) il piccolo Mattia per riuscire nella causa.  Passato l’entusiasmo iniziale di vivere in un posto  tanto diverso quanto affascinante, Mattia conosce ben presto le difficoltà dell’integrazione, aiutato solo da Mariblù, l’unica bambina in grado di andare aldilà del pregiudizio e guardare oltre la diversità.

Con un linguaggio adatto a spiegare ciò che accade ad un pubblico sotto il metro e cinquanta, Il pianeta senza baci invia, a chiunque abbia voglia di coglierlo, un messaggio chiaro e diretto, che tocca diverse tematiche attuali. Nonostante l’autore utilizzi un registro che mai dimentica il target a cui è diretto, le critiche alla società moderna appaiono ben delineate, in un’armoniosa fluidità della narrazione, che procede scorrevole e cristallina, senza lasciare spazio a dubbi o ambiguità interpretative. Il riferimento al problema dell’integrazione razziale come dell’accettazione dell’altro da sé,  è quello che emerge prima di ogni altro. Difficile non pensare alle tante seconde generazioni di migranti nel nostro paese, quando si leggono le difficoltà affrontate da Mattia – straniero fra gli stranieri  nel pianeta Blu.  A seguire, la critica ad una smania di inseguire il progresso,  che appiattisce ogni possibilità per i bambini di vivere il proprio tempo. Il tutto accompagnato da una bella lezione d’amore e rispetto  nei confronti degli animali ( con un accenno anche alla cultura vegetariana).

Il pianeta senza baci racconta la gioia dell’eterno stupore di cui i bambini di tutto il mondo (e dell’universo) sono capaci, come se a raccontarlo fossero loro stessi con i loro occhi e con le loro proprie parole.  E questo succede perché  è chiaramente un libro scritto per i bambini da chi i bambini li ama.

A lettura ultimata viene voglie di tornare piccoli, si diceva, ma  basterebbe anche solo ricordarsi più stesso di esserlo stati.  Con la speranza che il messaggio arrivi a più lettori possibili,  dando una  preziosa lezione a chi deve ancora affacciarsi alla vita adulta e a chi invece ne è fin troppo assorbito da averne ( si spera momentaneamente ) dimenticato il vero senso, auguriamo a tutti una lettura spaziale!

Natalia Patruno

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