“Il castello magico”, l’animazione avanza, la storia plagia

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Il castello magico (The House of Magic, Belgio, 2013) di Ben Stassen e Jeremy Degruson

Sceneggiatura di James Flynn, Dominic Paris e Ben Stassen

Animazione, 1h 28′, Notorious Pictures, in uscita il 1 gennaio 2014

Voto: 5 su 10

Forse qualcuno ricorderà Le avventure di Sammy e il suo seguito Sammy 2 – La grande fuga, due lungometraggi d’animazione belga con protagonista una tartarughina marina, con cui i registi Ben Stassen e Jeremy Degruson tentarono di ripetere il successo americano del capolavoro Pixar Alla ricerca di Nemo, sfruttandone passivamente gli scenari, ma senza replicarne la qualità estetica e l’inventiva della scrittura. Il castello magico è la loro terza impresa d’animazione, e i limiti di derivazione persistono.

locandinaIl gattino Tuono (una copia sfacciata del randagio di Oliver & Company), dopo essere stato abbandonato dai padroni, si ritrova in una villa che in molti reputano infestata. In realtà, ad abitarla c’è un prestigiatore, capace di dare vita a giocattoli e utensili casalinghi (chi ha detto Toy Story?). L’uomo si affeziona al micio, peccato che il suo perfido nipote voglia vendere la magione e sfrattare l’ignaro zio. L’unione fa la forza, e Tuono si adopera insieme all’allegra brigata (compresi una topina arrogante e un coniglio brontolone) per scongiurare il peggio.

Il livello tecnico è migliorato rispetto al passato, sebbene permanga ancora una certa freddezza di tratto, ma la storia è un pot-pourri già visto di almeno una mezza dozzina di altri cartoni animati ben più riusciti. Molte le sequenze plagiate (la più irritante è quella della serata jazz presa di peso da Gli Aristogatti), poca e maldestra l’ironia, scarsamente carismatico il gatto protagonista (si segnala, al contrario, la simpatia di una piccola lampadina sempre sorridente), del tutto assente l’originalità. Resta qualche vorticoso inseguimento in soggettiva e la sana morale tipica di questo genere di prodotti. Soporifero.

Giuseppe D’Errico

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