“Il cacciatore di donne”, un thriller già visto per la coppia Cage/Cusack

il cacciatore di donne

Il cacciatore di donne (The frozen ground, Usa, 2013) di Scott Walker, con Nicolas Cage, John Cusack, Vanessa Hudgens, Kevin Dunn, Dean Norris

Sceneggiatura di Scott Walker

Thriller, 1h 45′, Videa, CDE, in uscita il 19 settembre 2013

Voto: 5 su 10

Un uomo apparentemente insospettabile che conduce una vita apparentemente normale è il principale indagato di una serie di efferati omicidi messi in atto in Alaska, sempre a carico di giovani donne allo sbando, facili prede da adescare. Sul caso indaga un agente di polizia prossimo ad abbandonare il campo, ma intenzionato prima a concludere l’ingarbugliato puzzle rimasto incompleto per anni. Indispensabile per riuscire nell’ intento la testimonianza di una giovane prostituta, unica  vittima sopravvissuta alle violenze del maniaco.

Il Cacciatore Di Donne Num 06Sapere mentre lo si guarda che questo Cacciatore di donne davvero si sia mosso indisturbato per circa un decennio a cavallo tra gli anni ’70 e i primi ’80, mietendo giovani  vittime ad una ristrettissima distanza temporale le une dalle altre, mette i brividi. Eppure c’è qualcosa nella pellicola che non convince del tutto.

Il film gode di tutto il materiale necessario per mettere insieme un thriller che si rispetti, a cominciare proprio dall’autenticità dei fatti narrati; ci sono poi i due uomini a confronto- l’eroe e il mostro- la testimone chiave incatenata ad un destino senza scampo, le corse contro il tempo, la ricerca spasmodica degli indizi, le piste che non sempre combaciano, le accuse mai sufficienti a far crollare gli alibi.

Il rischio però che corre Scott Walker – sceneggiatore approdato alla regia-  è quello di confezionare il tutto secondo stereotipi fin troppo definiti  da far risultare (paradossalmente) poco credibile anche una vicenda che pone le basi su una storia vera. Gli elementi di cui prima sono tutti sfruttati secondo logiche ben prestabilite, e il fatto che la cosa risulti anche troppo evidente costituisce il limite del film.

I due protagonisti se la cavano (Cusack meglio di Cage, la cui personificazione del buono di turno diventa quasi macchiettistica), ma l’interpretazione non basta a salvare la pellicola dai frequenti scivoloni nelle pecche della sceneggiatura.

Man mano che  la vicenda si dipana, si assiste ad una serie di topoi visti e rivisti nel genere: il rapporto melenso che si instaura tra il bravo poliziotto  e la testimone scapestrata in cerca di redenzione ma sfiduciosa nei confronti del prossimo, è un buon esempio per tutti.

Altra mancanza grave del Cacciatore di donne sembrerebbe essere la quasi totale mancanza di suspense (come se anche il coinvolgimento dello spettatore fosse stato programmato insieme al resto)  determinata  un’assoluta prevedibilità dell’azione.

Nel complesso si tratta di un thriller confezionato in maniera standard, e questo attenersi scrupolosamente alle leggi del genere lo rende un film già visto milioni di volte,  distogliendo l’attenzione dal fatto che si tratti di una storia vera.

Poteva essere un’occasione per far riflettere sulla brutalità di una vicenda realmente accaduta, e invece si tratta solo di un film come tanti, destinato a perdersi nel dimenticatoio dei thriller tutti  uguali a sé stessi.

Natalia Patruno

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