“I vestiti dei sogni”, a Palazzo Braschi i costumi del grande cinema

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Nella splendida cornice di Palazzo Braschi, nel cuore della Roma rinascimentale e barocca, sarà possibile visitare fino al 22 marzo la mostra “I Vestiti dei Sogni”, ideata dalla Fondazione Cineteca di Bologna e curata dal suo direttore Gian Luca Farinelli. Dedicata agli abiti realizzati per il cinema dai grandi maestri della sartoria italiana, l’esposizione ripercorre cento anni di storia del cinema, dal 1915 al 2015, attraverso le creazioni di eccellenze del settore che hanno reso prestigioso l’artigianato italiano nel mondo. Accolti dal Valzer brillante di Verdi, una partitura inedita che Luchino Visconti riscoprì e scelse per “Il Gattopardo”, inizia un emozionante viaggio che, di sala in sala, trasporta su vari set cinematografici e in diverse epoche storiche.

Costumi-Cinema-14-757x505Un centinaio di costumi che permettono quasi di toccare con mano veri e propri capolavori realizzati, tra gli altri, dai premi Oscar Piero Tosi, Danilo Donati, Gabriella Pescucci e Milena Canonero. Pezzi unici come, solo per citarne alcuni, gli abiti indossati da Audrey Hepburn in “Guerra e Pace”, realizzati nel 1956 da Fernanda Gattinoni, da Romy Schneider in “Ludwig” di Visconti (creazioni di Piero Tosi), da Sophie Marceau che vestì Maurizio Millenotti in “Anna Karenina”, o quelli per “Marie Antoinette” di Sofia Coppola, opera della Canonero, fresca vincitrice del premio Oscar per i costumi di “Grand Budapest Hotel”, che ha voluto allestire personalmente le due sale a lei dedicate. O ancora le creazioni della Pescucci per Michelle Pfeiffer e Winona Ryder in “L’età dell’innocenza” (1993) di Martin Scorsese, fino al tailleur blu, commovente nella sua semplicità tra tanto fasto, indossato da Anna Magnani in “Bellissima” di Visconti. Proprio al maestro è dedicata una sala con gli abiti indossati nella celebre scena del ballo de “Il Gattopardo”, come il candido vestito che dopo un mese di riprese piagò il corpo di Claudia Cardinale-Angelica: un bustino dal girovita di 56 centimetri contro i 68 dell’attrice. Un rigore storico fortemente voluto dal creatore Tosi. Sullo sfondo viene proiettata la scena del film in cui la Cardinale e Burt Lancaster volteggiano nel salone di Palazzo Gangi a Palermo, e per un attimo il confine tra realtà e finzione si fonde e si confonde.

Gli ambienti avvolgono lo spettatore in un’atmosfera sognante resa ancor più suggestiva dal progetto di illuminazione che, studiato dal direttore della fotografia Luca Bigazzi, crea un gioco cinematografico di luci e ombre necessario per rendere vivi costumi che, esposti decontestualizzati dalle immagini dei film, rischiavano di essere ridotti ad una mera galleria di abiti. Come spiega il direttore Farinelli: “Sono luci magiche, velate naturalmente, che restituiscono alle stoffe, ai colori che abbiamo visto sullo schermo, una vita presente nella quale abbiamo il privilegio di trovarci anche noi, spettatori che avevano già conosciuto gli stessi costumi nel sogno della proiezione cinematografica”.

Prima di salutarci, la mostra ci regala una preziosa anteprima: alcuni dei costumi indossati da Salma Hayek e Vincent Cassel nella nuova pellicola di Matteo Garrone “Il racconto dei racconti”, non ancora uscito nelle sale.

Lidia Cascavilla

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