“Hunger Games – Il canto della rivolta: parte 2″, fine dei giochi con tedio

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Hunger Games – Il canto della rivolta: parte 2 (Hunger Games – Mockingjay: part 2, Usa, 2015) di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Sam Claflin, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Jena Malone, Willow Shields, Natalie Dormer, Michelle Forbes

Sceneggiatura di Peter Craig, Danny Strong, Suzanne Collins, dal romanzo omonimo di Suzanne Collins

Fantasy, 2h 16′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 19 novembre 2015

Voto: 4 su 10

Basta! Si chiude al peggio la saga degli Hunger Games, una delle più sprecate e illusorie della storia del cinema fantasy recente. Per questo quarto capitolo finale è persino intervenuta l’autrice dei romanzi Suzanne Collins per provare a metterci una pezza in sede di sceneggiatura, ma è stato tutto inutile. Si conferma scellerata l’usanza di trinciare in due l’ultimo volume della trilogia, col risultato di rendere insipide ben due narrazioni per un totale di quasi cinque ore di spettacolo: neppure il fan più sfegatato delle disavventure dell’indomita Katniss Everdeen (la sempre più svogliata Lawrence) per liberare Panem riuscirebbe a non schiacciare un pisolino.

12045782_896674597048278_3575535083197335216_oIl canto della rivolta: parte 2, al pari del precedente episodio, è un tediante corri e fuggi senza pathos, con dialoghi di sconfortante banalità e suggestioni distopiche da sbadiglio. Demerito non da poco per un franchise milionario, che avrà la sua resa in termini economici (tanto solo questo conta) ma a cui nessuno toglierà un meritatissimo posto nell’oblio cinematografico, in ginocchio sui ceci per espiare all’occasione buttata al vento.

Partito sotto i migliori auspici con il primo film scritto e diretto dal buon Gary Ross, la storia è andata via via scemando sotto l’egida di un regista incapace di emozionare e buono solo a infarcire i suoi lavori di finta analisi para-psicologica. Francis Lawrence ha distrutto ciò che di interessante c’era nei romanzi della Collins, facendo di Hunger Games e della sua protagonista un emblema del nulla in formato blockbuster. Ci rimettono anche attori come sempre validi come Julianne Moore, Woody Harrelson, Elizabeth Banks e Philip Seymour Hoffman (giusto qualche posa prima di lasciare questo mondo…). Da par suo, il premio Oscar Jennifer Lawrence sembra sia perennemente sul punto di scoppiare a ridere. Per il resto, non si era mai attesa così tanto questa fine dei giochi.

Giuseppe D’Errico

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