“Hunger Games – Il canto della rivolta: parte 1″, in attesa dei giochi finali

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Hunger Games – Il canto della rivolta: parte 1 (The Hunger Games – Mockingjay: part 1, Usa, 2014) di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Sam Claflin, Elizaqbeth Banks, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Jena Malone, Toby Jones, Natalie Dormer, Michelle Forbes

Sceneggiatura di Peter Craig, Danny Strong, dal romanzo omonimo di Suzanne Collins

Fantasy, 2h 03′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 20 novembre 2014

Voto: 5 su 10

Hunger Games senza Hunger Games. O di come una saga partita con i migliori auspici stia affondando nel mare del profitto. Non è la prima volta che l’ultimo romanzo di una collana di best seller viene troncato in due nella trasposizione cinematografica a solo scopo di lucro: aprì l’usanza Harry Potter e i doni della morte, uscendone miracolosamente illeso, mentre fu imbarazzante l’esito di Breacking Dawn, capitolo finale di Twilight riadattato in due film davvero funesti. Tira un po’ la stessa aria in questo Canto della rivolta: parte 1, che è solo l’introduzione alla fase terminale dell’ultimo libro della saga young adult di Suzanne Collins, sdoppiato dalla casa di produzione Lionsgate unicamente per far cassa, al netto di una narrazione che non regge oltre due ore di spettacolo.

imageRitroviamo la rivoltosa Katniss Everdeen (Lawrence) nel sotterraneo e misterioso Distretto 13, dove è custodita dopo essere sopravvissuta all’edizione della memoria degli Hunger Games. Qui viene a sapere dal presidente Alma Coin (Moore) e dal consigliere Plutarch (Hoffman), che il Distretto 12 è stato raso al suolo dal presidente Snow, che ha rapito l’amato Peeta (Hutcherson) sottoponendolo a un pericoloso lavaggio del cervello nella speranza di reprimere nei ribelli ogni tentativo di guerriglia. Katniss accetta ancora una volta di essere la portabandiera della rivolta, prestandosi al gioco mass mediatico della propaganda, con l’intento di salvare Peeta e i suoi ideali…

Chiarendo subito che quella di Hunger Games è una saga assolutamente intelligente e non priva di ragion d’essere, duole constatare la sostanziale noia che avvolge questo pretestuoso capitolo di transizione ai giochi finali. Troppe e troppo insistite le disserzioni sui dilemmi etici e morali della protagonista, spreco di tempi morti e progressione degli eventi affannosa perché povera, e anche la Lawrence stavolta offre una performance tutta di maniera. Molto meglio di lei due pezzi da novanta come Julianne Moore e in compianto Philip Seymour Hoffman. Tradimento? Un po’ sì, anche perché l’emozione viaggia col freno a mano tirato e, nonostante una bella riflessione sul potere coercitivo della comunicazione da propaganda, al film manca l’elemento principale, l’intrattenimento. Colpa anche di Francis Lawrence in regia, che non riesce a a infondere ritmo a una sceneggiatura per forza di cose esasperata. Non ci resta che sperare nel capitolo finale, col doppio dell’aspettativa.

Giuseppe D’Errico

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