Hunger Games: i giochi della fame di Suzanne Collins

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HUNGER GAMES

Autore: Suzanne Collins
Titolo: Hunger Games
Traduzione: Fabio Paracchini
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 369

Voto 7 su 10

Con 16 milioni di copie vendute, Hunger Games è il primo romanzo, tradotto in 40 Paesi, della trilogia fantasy ideata da Suzanne Collins, scrittrice e sceneggiatrice statunitense, da cui Hollywood ha tratto un film di enorme successo, destinato a ulteriori sequel negli anni a venire.

La trama del primo libro narra, attraverso la voce in prima persona della sua protagonista, la storia della sedicenne Katniss Everdeen, costretta a partecipare ad un sanguinario reality show in cui  si troverà a dover lottare, con ogni mezzo, per la propria sopravvivenza. Uccidendo altri coetanei. Ventiquattro sono, infatti, i “tributi” che il governo di Capitol City esige, ogni anno, da ciascuno dei 12 distretti in cui è suddivisa la terra di Panem, colpevoli di essersi sollevati, 74 anni prima, contro il regime totalitario che li riduceva alla fame.

Romanzo di facile lettura pompato dal successo del blockbuster hollywoodiano ad esso ispirato? Sicuramente sì. Lettura mediocre? Nient’affatto.

Molti sono i pregi del libro, che non deve essere frettolosamente derubricato al genere “young adult”. Lo stile descrittivo adottato è sempre conciso ed efficace, mai l’autrice si abbandona a descrizioni non essenziali. La Collins ha il merito di andare, sempre, dritta al punto (come le frecce scagliate con grande precisione dalla protagonista del suo libro). La costruzione dell’arco narrativo è molto ben bilanciata: dopo una breve presentazione dell’universo di fantasia immaginato dalla scrittrice, si entra quasi immediatamente nel vivo del racconto – la lotta nell’arena di combattimento – dopo un’essenziale e intelligente percorso di preparazione in cui il lettore viene introdotto nel bizzarro mondo di Capitol City. L’epilogo è una  premessa efficace agli argomenti che verranno affrontati nei libri successivi, ma non lascia sospesi narrativi tacciabili di calcolata furbizia.

La storia d’amore non rallenta mai l’azione ed è, anzi, uno dei punti forti del romanzo. Diversamente da libri come Twilight di Stephanie Meyers, che si dilungano all’infinito sui palpitanti sentimenti dei protagonisti, a discapito di sviluppi narrativi che sembrano non voler mai arrivare, qui il triangolo KatnissPeetaGale è essenziale al procedere dei punti di svolta della storia, impreziosisce la fabula e non rallenta mai il ritmo narrativo, aggiungendo invece motivazioni e spessore alle (tante) azioni dei protagonisti. Le figure di contorno sono sempre ben tratteggiate: bastano, all’autrice, poche parole per portare il lettore a provare empatia per personaggi come Primrose, Cinna e soprattutto Rue, il tributo femmina del distretto 11, legata a Katniss per poche, intense pagine.

Accattivante e non banale, da leggere prima di vedere il film con Jennifer Lawrence.

Marco Moraschinelli

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