“Hitchcock”, un mistery di coppia nel dietro le quinte di “Psycho”

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Hitchcock (id, Usa, 2012) di Sacha Gervasi con Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel, James D’Arcy, Danny Huston, Toni Collette, Ralph Macchio, Michael Wincott, Kurtwood Smith

Sceneggiatura di John J. McLaughlin, dal libro “Alfred Hitchcock and the Making of Psycho” di Stephen Rebello

Commedia, 1h 38’, 20th Century Fox Italia, in uscita il 4 aprile 2013

Voto D’Errico: 6½ su 10

Voto Ozza: 7 su 10

Cosa fa di un soggetto da strapazzo un assoluto capolavoro? Difficile a dirsi, a meno che ad architettare il tutto non fosse una delle menti più geniali e imprescindibili della storia del cinema. In tal caso, Alfred Hitchcock riuscì a rendere un servigio unico al mondo dell’arte, e non solo con il suo film più popolare, Psycho, pietra miliare del terrore cinematografico di ogni tempo.

HitchcockIl film di Sacha Gervasi, alla sua prima regia dopo un robusto passato da sceneggiatore (The Terminal) e documentarista (Anvil), non è un semplice bio-picture, né il colorito dietro le quinte di un progetto rivoluzionario, bensì la cronaca di un amore sublime, scene da un matrimonio in formato mistery tra il re del brivido e sua moglie, mentore e abile consigliera Alma Reville.

Reduce dai fallimenti commerciali de Il ladro e La donna che visse due volte, e dopo il folgorante successo di Intrigo internazionale, Alfred Hitchcock (Anthony Hopkins) decide di acquistare i diritti del romanzo Psycho di Robert Bloch, basato sugli atroci delitti di Ed Gein (Michael Wincott). La Paramount non crede nell’operazione e teme i riscontri negativi che un film dell’orrore poteva comportare. ‘Hitch’, supportato dalla moglie Alma (Helen Mirren), decide di ipotecare la casa pur di fare il film e ingaggia Anthony Perkins (James D’Arcy), Janet Leigh (Scarlett Johansson) e Vera Miles (Jessica Biel) per i ruoli principali; la lavorazione sarà delicatissima e tribolata,  non solo per le ansie del distributore e della censura, ma soprattutto per la crisi privata che coinvolge i coniugi Hitchcock, lui ossessionato dalle sue “bionde” e dall’assassino del libro, lei platonicamente invaghitasi del mediocre sceneggiatore Whitfield Cook (Danny Huston).

castHitchcockGradevolissimo nell’insieme, ma assolutamente cauto e levigato nel disegno dei caratteri (a riguardo, ben più coraggiosa la produzione televisiva targata HBO The Girl di Julian Jarrold) e quasi favolistico per come affronta la crisi di una coppia nella sfera pubblica e privata, Hitchcock delude proprio sul fronte più interessante, quello psicologico, risolvendosi nel banale assunto “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

Lo spirito hitchcockiano non manca, ma il gioco cinefilo è tutto di facciata, dietro si nasconde una sceneggiatura priva di spessore che arranca tra scene ridondanti (gli intermezzi onirici tra Hitch e Ed Gein) e momenti caricaturali (Hitch che di notte si ingozza di paté d’anatra), abile però nel descrivere le idiosincrasie del dorato mondo del cinema, incapace di riconoscere il genio.

Hitchcock-bielIl risultato è un compendio affettuoso e un tantino stucchevole, nonché confezionato a meraviglia, di una personalità inenarrabile e problematica, che trova la sua piena completezza nelle forze stimolanti esterne e dal legame sacro e inviolabile con una moglie necessaria per sostegno e vitalità d’ingegno.

Il cast giganteggia, e se Hopkins è irriconoscibile sotto il pesante make up, la Mirren è strepitosa nel donare una spinta di sprezzante rivalsa al ruolo di Alma, e il divistico cast di contorno è di deliziosa mimesi.

Un divertissement, corretto, divertente ma mancato e tanto, troppo hollywoodiano.

Giuseppe D’Errico

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