“Lei – Her”, divertente e toccante, la natura troppo umana di un amore artificiale

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Lei – Her (Her, Usa, 2013) di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Chris Pratt, Portia Doubleday, Sam Jaeger

Sceneggiatura di Spike Jonze

Commedia, 1h 49′, BiM Distribuzione, in uscita il 13 marzo 2014

Voto: 10 su 10

VIII Festival Internazionale del Film di Roma – In Concorso

Una storia d’amore di Spike Jonze. Qualcuno ricorderà uno sciocco film del 1984 diretto da Steve Barron, Electric Dreams, in cui un architetto impacciato, per corteggiare una bella violoncellista, si affida ai suggerimenti del suo computer, cui un collasso tecnico ha donato sentimenti umani: l’apparecchio è un fine dicitore, esperto musicista e anche assai geloso. O ancora, quello sfortunato esperimento meta-cyber-cinematografico firmato da Andrew Niccoll, S1m0ne, in cui il regista Al Pacino crea l’attrice perfetta con un software. Her, l’ultimo film dall’autore di Essere John Malckovich, presentato in concorso al Festival di Roma e già premiato con l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale, li riporta alla mente ma li sovrasta immediatamente, con un carico di riflessioni profondissime che uniscono la poesia all’incanto.

her poster-thumb-300xauto-42868Theodore Twombly (Phoenix) scrive lettere personali per conto di terzi tramite un sito internet. Distrutto dalla fine del suo matrimonio con Chaterine (Mara), inizia a interessarsi a un nuovo sistema operativo avanzato che dovrebbe garantirgli una compagnia unica e intuitiva. Appena installato l’OS1, l’introverso Theodore fa la conoscenza di Samantha (Scarlett Johannson nella versione originale), la brillante voce femminile che subito si dimostra stimolante, perspicace, sensibile e spiritosa. L’amicizia scatta in maniera naturale e, mentre le esigenze, gli interessi e i desideri di lei crescono, all’unisono nasce un vero e proprio rapporto d’amore corrisposto.

I limiti dell’uomo e i non limiti della modernità. Spike Jonze ci stupisce ancora una volta, a cinque anni dall’incompreso Nel paese delle creature selvagge,  con una love story post-moderna dalle sofferte reminiscenze autobiografiche (facile raccogliere in nuce i frammenti di un discorso amoroso tra il regista e l’ex moglie Sofia Coppola, che aveva a sua volta raccontato velatamente la fine del loro matrimonio nel magnifico Lost in Translation). Attraverso un elegantissimo lavoro di concetto e scenografie, il film ricrea un futuro prossimo completamente assoggettato all’high tech di massa, ma senza esagerazioni fantascientifiche: una realtà controllatissima e spaventosamente credibile, racchiusa in auricolari senza fili e touch screen pieghevoli, in arredi vintage e pantaloni a vita alta (perché la moda ritorna). Ma, più che sulle derive dell’iper-tecnologizzazione, Her è una splendida storia d’amore che esplora, con grande intelligenza e impagabile senso dell’ironia, il bisogno di intimità, e la sua continua evoluzione, nel mondo moderno, con tutti i rischi e le conseguenze dell’occasione.

her-amy-adams-joaquin-phoenixSorprendente, quindi, che uno studio tanto articolato e complesso di un rapporto di coppia passi attraverso la relazione tra un essere umano e la coscienza immateriale e artificiale di un sistema operativo progettato in laboratorio. Vedere per credere, il film è un capolavoro di tatto, in una delle sceneggiature più originali degli ultimi anni. Ad essa si aggiunge l’emozionante interpretazione di Joaquin Phoenix, che il regista esalta e celebra in ogni sfumatura malinconica dello sguardo, in ogni gesto e in ogni movimento. Una performance d’eccezione e quasi completamente in solitaria, che però non mette mai in discussione l’apporto determinante di Scarlett Johansson, la voce più sexy del cinema contemporaneo nonché una delle attrici più versatili della sua generazione; la doppia in italiano la brava attrice romana Micaela Ramazzotti, purtroppo inadeguata e goffa nel restituire la carica vitale e prepotentemente seduttiva di Samantha. Insostituibile anche la presenza sempre raffinata di Amy Adams, amica fraterna di Theodore cui spetta la frase clou “l’amore è una follia socialmente accettabile”.

Un film che farà epoca, una meravigliosa pagina di cinema, una grande storia d’amore.

Giuseppe D’Errico 

One Response to “Lei – Her”, divertente e toccante, la natura troppo umana di un amore artificiale

  1. ANDREA DI VT scrive:

    Questo film nel 2014 si sarebbe meritato l’Oscar come Miglior Film(era in nomination). Ed invece la statuetta andò a 12 anni schiavo(sorvoliamo). Non sono un critico, io vado ad emozioni, sensazioni… e questo film è veramente unico, nonchè originale. Uno dei migliori degli ultimi anni.

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