“Hates – House at the End of the Street”, thriller risaputo con la bella Lawrence

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Hates – House at the End of the Street (House at the End of the Street, Usa, 2012) di Mark Tonderai con Jennifer Lawrence, Elisabeth Shue, Max Thieriot, Gil Bellows

Sceneggiatura di David Loucka, da un soggetto di Jonathan Mostow

Thriller, 1h 40’, Eagle Pictures, in uscita il 13 giugno 2013

Voto: 4½ su 10

Diventa sempre più difficile rintracciare elementi di originalità nel cinema di genere contemporaneo. Non fa differenza questo thriller per teenagers, che arriva in sala sull’onda del successo ottenuto negli ultimi mesi dalla sua protagonista, il premio Oscar Jennifer Lawrence.

house-at-the-end-of-the-street-01Nella speranza di cominciare una nuova vita dopo il recente divorzio, Sarah (Shue) si trasferisce con la figlia adolescente Elissa (Lawrence) in una splendida casa fuori città. Il vicinato, però, è assai ostile, e nella villa di fronte si è consumato un atroce duplice omicidio anni prima, da cui è sopravvissuto solo l’inquieto Ryan (Thieriot), odiato da tutti ma non da Elissa, che se ne affeziona. Ma chi è la ragazza che si aggira di notte nei boschi? Sarà forse la sorella psicotica di Ryan, colpevole del massacro?

Da un racconto di Jonathan Mostow (Terminator 3, Il mondo dei replicanti), un thrillerino domestico che insegue fiduciosamente le atmosfere dell’horror adolescenziale, diretto non senza ambizioni estetiche da Tonderai (che si spreca tra dolly ed effetti da videoclip) ma del tutto privo di una parvenza minima di novità.

Il twist rivelatore della sceneggiatura arriva dopo neppure trenta minuti, per il resto il film arranca tra bullismo e ragazzine che sembrano uscite dal televisore di The Ring, scopiazzando a destra e a manca (penoso il finale al buio che vorrebbe ricordare quello de Il silenzio degli innocenti) in una disastrosa involuzione della suspense.

La bella Jennifer (che consigliamo di ammirare nel delizioso Il lato positivo) diventa, così, l’unico motivo di interesse di un thriller fatalmente risaputo.

 

Giuseppe D’Errico

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