“Grease” di Jim Jacobs e Warren Casey, uno spettacolo di Saverio Marconi, la recensione

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GREASE
di Jim Jacobs e Warren Casey

con Guglielmo Scilla (Danny Zuko), Lucia Blanco (Sandy), Riccardo Sinisi (Kenickie), Eleonora Lombardo (Rizzo), Ilaria Amaldi (Miss Lynch), Nick Casciaro (Vince Fontaine e Teen Angel), Giorgio Camandona (Roger), Gioacchino Inzirillo (Doody), Luca De Gregorio (Sonny), Roberta Miolla (Marty), Giulia Fabbri (Franchy), Federica Vitiello (Jan), Simone Sassudelli (Tom), Giulia Maffei (Cha Cha), Luca Peluso (Eugene), Giulia Bellanzoni (Patty), Andrea Spata – Alessandro Ripamonti – Laura Fiorni – Chiara Di Loreto (studenti Rydell)
coreografie Gilian Bruce
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
supervisione musicale Marco Iacomelli
arrangiamenti e orchestrazioni Riccardo Di Paola
disegno luci Valerio Tiberi
disegno luci associato Francesco Vignati
direzione musicale Gianluca Sticotti
disegno video Virginio Levrio
disegno fonico Donato Pepe
assistente alle coreografie Ilaria Suss
traduzioni e liriche italiane Franco Travaglio e Michele Renzullo
regia Saverio Marconi
regia associata Mauro Simone

In scena al Teatro Sistina di Roma fino al 29 ottobre

Voto D’Errico: 6½ su 10
Voto Ozza: 8 su 10

È ancora voglia di Grease al Sistina, a vent’anni esatti dall’ormai storico allestimento con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, che l’inossidabile Compagnia della Rancia mise in piedi nel 1997 e che segnò la rinascita del musical americano in Italia. Sono lontani, però, i tempi in cui Danny e Sandy facevano la loro entrata in scena dagli altoparlanti di un enorme radio d’epoca al centro del palco: oggi Guglielmo Scilla e Lucia Blanco aprono lo spettacolo nell’oscurità di una sera d’estate, con due fari lunari a illuminarli, uno a levante e l’altra a ponente. Poi l’energia prende corpo e il numero iniziale si fa apprezzare. 

Possibile che il musical nato dalle menti di Jim Jacobs e Warren Casey, nonchè consacrato dalla memorabile trasposizione cinematografica con John Travolta e Olivia Newton-John, stia soffrendo la sua età? A giudicare dall’entusiasmo del pubblico in sala, non si direbbe proprio: Grease ha un canovaccio narrativo talmente frivolo e banale da risultare sempre gradevole a ogni latitudine e incurante degli anni che passano. Eppure permane una sensazione di datato nella pur dignitosa versione che l’esperto Saverio Marconi ha portato ancora una volta sotto i riflettori del celebre teatro romano che, per l’occasione, ha dispiegato un plotone di majorettes per via Sistina, in attesa dell’arrivo della decappottabile con a bordo i protagonisti dello spettacolo.

Inaugurazione in grande stile per un evento molto atteso dai fan, che cantano e ballano tra le poltrone, tengono il ritmo delle melodie, rispondono alle battute degli attori in scena e si lasciano trasportare da numeri musicali decisamente ben congegnati. Più che gli aggiornamenti sul testo e l’inserimento di nuove canzoni, provenienti in gran parte dallo speciale televisivo della Fox Grease Live dell’anno scorso, a catalizzare l’attenzione è il debutto di Guglielmo Scilla, ex star del web col nome di Willwosh e reinventatosi conduttore radiofonico e attore, che nel ruolo dello spaccone sciupafemmine Danny Zuko si impegna senza risultare mai davvero convincente: il ragazzo ha una simpatia innata, ma canto e ballo non perdonano se si è attorniati da tanti giovani professionisti del settore con una solida preparazione alle spalle (ma dal carisma ancora acerbo). Per il resto, c’è tanto lezio recitativo (inevitabile, considerata la povertà dei contenuti), un mare di parrucche e un caleidoscopio di colori ad accecare la platea. Almeno fino all’intervallo di metà spettacolo: i ritardi cronici della sera della prima hanno fatto sì che lo spettacolo avesse inizio con un’ora di ritardo e, fattasi una certa, abbiamo preferito raggiungere la metro capitolina che chiude alle 23.30. Critical Minds non può permettersi il taxi…

Giuseppe D’Errico

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