FLY TRIO di Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard all’Auditorium PdM

Fly-Trio

L’Auditorium Parco della Musica di Roma ha ospitato il Fly Trio, ovvero Mark Turner ai sassofoni, Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Non è la prima volta che ascoltiamo questa ensamble e possiamo confermare quanto di buono il trio abbia costruito in questi anni di gavetta attraverso le tante collaborazioni prestigiose che le loro rispettive carriere hanno documentato.

Il 22 gennaio è stata la notte di Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard. Questi straordinari musicisti hanno ricambiato l’entusiasmo del pubblico numeroso accorso all’Auditorium con un set di grande impatto emotivo e artistico, suonando a pieni giri e definendo ulteriormente la propria cultura musicale. Il sound del trio si rifà idealmente al piano-less di Sonny Rollins, Steve Lacy e Sam Rivers rievocando alcuni stilemi ed esplorandone di nuovi attraverso spiazzanti soluzioni musicali.

344904-mark-turner-saxophone-larry-grenadierA quattordici anni dal disco di esordio “Fly” (Savoy Jazz, 2004), il trio resta a proprio agio in questo mondo popolato di cover e brani originali. Turner con Ballard e Grenadier sono davvero coinvolti nel gestire ogni fase del concerto, dandogli quel tocco di sana e creativa follia che fa uscire dagli schemi certe esecuzioni.

Turner sa inserire al meglio le proprie divagazioni, alla luce di un controllo sullo strumento e di una certa attitudine a razionalizzare ogni respiro. In questa danza di movimenti si trova proprio la chiave distintiva di questo trio, che continua con successo il proprio volo su questo mare di musica che sa essere calmo ed inquieto al tempo stesso.

Sia Grenadier che Ballard sono da anni ai rispettivi strumenti due tra i personaggi più apprezzati e popolari della scena jazz mondiale, protagonisti entrambi di numerose collaborazioni di rilievo, il primo con Pat Metheny, Joshua Redman e Brad Mehldau, e il secondo con Chick Corea, Danilo Perez, Brad Mehldau e Joshua Redman.

Siamo di fronte ad un trio paritetico in cui ognuno è equidistante dal centro e indispensabile al suo equilibrio. I musicisti perciò condividono libertà e responsabilità al suo interno. Un gruppo tra eguali che non si limita mai alla formula del solista con la ritmica di accompagnamento. La musica del trio intreccia improvvisazione e composizione; al suo interno si susseguono momenti di scambio profondo e riflessioni sulla storia del jazz.

Vincenzo La Gioia

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