Eva contro Eva: misscasting

locandina-eva

titolo: EVA CONTRO EVA
versione italiana di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella
regia: Maurizio Panici
scene: Giorgio Gori
costumi: Lucia Mariani
luci: Emiliano Pona
musiche: Stefano Saletti
con: Pamela Villoresi, Romina Mondello, Luigi Diberti, Massimiliano Franciosa, Maurizio Panici, Giulia Weber, Silvia Budri Da Maren

Voto: 6/10

Misscasting. Ovvero un cast mancato, nel senso di mal assortito, per questo allestimento firmato da Maurizio Panici, che prova a riadattare per la scena il romanzo “The Wisdom of Eve” di Mary Orr, reso celebre dalla sua trasmutazione in celluloide “All about Eve”, distribuita da noi con il titolo “Eva contro Eva. Un omaggio al teatro e alla vita dei teatranti, microcosmo dove, in realtà, si rispecchiano molti meccanismi della nostra società. Fu da subito riconosciuto da critica e pubblico come capolavoro indiscusso, amato anche per l’indimenticabile interpretazione di Bette Davis nel ruolo di Margo Channing e della sua rivale Eva Harrington (Anne Baxter), dirette dal regista Joseph L. Mankiewicz. La pellicola, del 1950, ebbe ben 14 nomination agli Oscar, vincendone ben 6, fra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura non originale.

Pamela Villoresi (brava e sensibile attrice di teatro) qui ce la mette proprio tutta a interpretare il ruolo di Margo, compiendo l’apprezzabile sforzo di fornire una propria chiave di lettura al personaggio, molto diversa da quella profondamente radicata nella nostra memoria cinefila. Tuttavia il tentativo fallisce, poiché il taglio che ne viene fuori è monco di quella tempra, di quella forza viscerale che la grande diva Channing deve in qualche modo avere e mantenere per far reggere l’intera pièce. Romina Mondello, invece, qui nel ruolo di Eva, pur avendo le physique du role per rientrare nella parte, è disastrosamente monocorde, totalmente inespressiva, incapace di leggere il testo, di analizzarlo, di restituire al pubblico la complessità psicologica propria di una protagonista, che è anche sorprendentemente antagonista di se stessa. Convincono, invece, il sempre incisivo Luigi Di Berti e la simpatica Giulia Weber, perfetta per il ruolo dell’assistente/serva di scena Birdie. Il resto del cast passa senza infamia e senza lode.

La regia si destreggia alla meglio, avvalendosi di un gioco di cambi scena e proiezioni che, sostanzialmente, funziona e permette al dramma, sempre dallo stesso Panici ben riadattato per la scena, di svolgersi con tempi giusti, indovinati. Ma resta sempre l’assioma: se sbagli il cast fallisci su tutti i fronti. Davvero un gran peccato. Quando si “scomodano” grandi classici come questo, dal titolo altisonante, bisognerebbe andarci con i piedi di piombo, varando scelte oculate, attente a conservare e preservare un rispetto devoto che tutti istintivamente abbiamo nei confronti di quel capolavoro intramontabile che è “All about Eve”.

Andrea Ozza

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