“Emolacria: una donna è tutte le donne”, il miracolo del corpo femminile

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Compagnia SineSpatio
EMOLACRIA: Una donna è tutte le donne
Da un soggetto di Stefania Biffani
Regia e Coreografie Carmen De Sandi
Light designer: Gabrio Contino
Scene e art performer Stefania Savioli
Consulenza lis: Sara Cappai
Grafica: Francesca Buffo
Interpreti: Stefania Biffani, Manuela Cirfera, Melania Pallini, Francesca Zavattaro, Marco Purcaro, Chiara Rettaroli, Valentina Sabatini, Raffaella Sellitto, Cristina Sprocatti

Teatro dell’Orologio di Roma, 29 e 30 aprile

Voto: 7½ su 10

Dal nero della tela di un quadro emerge, per mano di una performer, una silhouette di donna: nell’immagine di apertura di questo “Emolacria” è già presente tutto il senso di uno spettacolo che, attraverso il linguaggio del teatro danza, riflette attorno al miracolo – tutto al femminile – di un corpo capace di generare forme di  altra vita.

La rappresentazione a cui danno vita i cinque interpreti sul palco del Teatro dell’Orologio è una danza che restituisce il senso della sofferenza e del sacrificio che si cela dietro i diversi aspetti del quotidiano agire: il perimetro di un quotidiano interno domestico, rappresentato da una cornice che campeggia al centro della scena, è continuamente attraversato da differenti archetipi di contemporanea femminilità; anime inquiete, in lotta con la propria identità e con l’altra metà del cielo, rappresentato da quell’unico uomo sul palco (Marco Purcaro), con cui si accompagnano in pezzi di elegante e disarmonica bellezza.

Dis-equilibri di ansimi e sudore, emergono primigeni dalla partitura musicale, di matrice elettronica, raccolta da Violet Monkey.

Stefania Biffani, Manuela Cirfera, Melania Pallini, Francesca Zavattaro, duettano con un oggetto del desiderio tanto carnale quanto distante, meta possibile di una relazione imperfetta, difforme da sogni e aspettative, in passi a due in cui nessuna di esse appare mai più debole o subalterna all’elemento maschile.

Si aggiungono, nel finale della rappresentazione, Chiara Rettaroli, Valentina Sabatini, Raffaella Sellitto e Cristina Sprocatti, a restituire ulteriori suggestioni di differenti percorsi esistenziali che si uniscono in una silenziosa preghiera comune, recitata nel linguaggio dei segni: altri sguardi, altre storie, altre anime  accomunate dalla volontà di dire, attraverso il linguaggio del corpo, quanto alberga all’interno del caleidoscopico sentire femminile.

Marco Moraschinelli

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