E poi…Pinocchio – ovvero il difficile compito di essere bambino!

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Titolo: E poi…Pinocchio! Ovvero il difficile compito di essere bambino!
Testo e regia di Gigi Palla
Scene e costumi di Santuzza Calì
Con: Critina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano, Sergio Mancinelli, Gigi Palla, Gabriella Praticò, Giulia Zeetti.
Teatro Eliseo dal 7 febbraio al 17 marzo 2013

Voto: 8½ su 10

Dai vari adattamenti cinematografici (ultimo il film d’animazione “Pinocchio” di Enzo D’Alò, in uscita nelle sale in questi giorni) passando per quelli teatrali, la storia del burattino di legno diventato bambino, nato dalla fantasia di Carlo Collodi, la conosciamo tutti. E poi? Che succede poi? Che succede quando Pinocchio, ormai bambino “vero”, deve affrontare la vita? 

In questo adattamento teatrale si parte proprio dal punto in cui Collodi termina la sua opera, da quando il povero Pinocchio è condannato ad essere un bambino.  Ecco quindi portati in scena i problemi del protagonista, alle prese con la scuola e le continue trasformazioni a cui la vita lo sottopone.

Uno spettacolo che si divincola fra vecchio e nuovo, alternando alla messa in scena del racconto in sé, citazioni cinematografiche e televisive, dalla più nota riduzione disneyana a quella di Luigi Comencini, passando per il musical, fino a risalire al cinema muto.

Largo al nuovo per liberarsi del passato: il Paese dei Balocchi si trasforma in discoteca, la Fata Turchina, stanca del suo aspetto, decide di partecipare ad un concorso per aspiranti “Veline” e diventare così “Fata Rubina”, mentre Dj Melampo coinvolge il giovane pubblico in una sfrenata “Pinocchio Dance”. Più che all’Eliseo, sembra di essere nel bel mezzo del jet set di nuovo millennio. Ma il viaggio di Pinocchio non è che all’inizio.

Ritrovato il suo compagno di avventure Lucignolo, i due decidono di fare tappa a Hollywood. Qui assistiamo a quello che – a par mio – è il vero colpo di genio della messa in scena: il trionfo del muto. Un cortometraggio che in sette minuti racconta il romanzo di Collodi, alternando alle immagini i cartelli tipici del cinema che ha reso celebri miti come Buster Keaton e Charles Chaplin. Immagini, accompagnate da un bellissimo adattamento pianistico della colonna sonora del Pinocchio di Walt Disney (“Io non ho fili eppur sto in pié”), passando di nuovo per Comencini arrivando fino a “Carissimo Pinocchio” canzone cantata alla fine degli anni ’60 da Gigliola Cinquetti.

Il giovane pubblico guarda silenzioso e stupito lo spettacolo, assaporando fino in fondo l’insegnamento che ne deriva: “Per ogni burattino c’è sempre un burattinaio che muove i fili”.

La vera sfida – per Pinocchio e per ogni bambino – è crescere. La vera sfida è il futuro.

Angela Di Giacomantonio

One Response to E poi…Pinocchio – ovvero il difficile compito di essere bambino!

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