“Dom Hemingway”, hey Jude! Dall’Inghilterra con furore e tante risate

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Dom Hemingway (id, GB, 2013) di Richard Shepard con Jude Law, Richard E. Grant, Demian Bichir, Madalina Ghenea, Emilia Clarke, Kerry Condon, Jumayn Hunter

Sceneggiatura di Richard Shepard

Commedia, 1h 34′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 29 maggio 2014

Voto: 7 su 10

Quant’è bravo Jude Law! Spesso agli attori bellocci vengono perdonate molte evidenti carenze interpretative, ma non è il caso dell’attore londinese, che già aveva dimostrato tutto il suo talento sin dagli esordi, per poi confermarlo in film come Il talento di Mr. Ripley, A.I. – Intelligenza Artificiale e Closer. Poi, qualche operazione commerciale di troppo e un paio di progetti sfortunati, fino alla saga di Sherlock Holmes e al recente Anna Karenina di Joe Wright. Adesso Jude è Dom Hemingway, nel film omonimo scritto e diretto da Richard Shepard, che già ebbe a dire qualcosa sul mondo dei criminali sull’orlo dell’esaurimento nervoso col sottovalutato The Matador.

dom__spanDom Hemingway è, infatti, uno scassinatore linguacciuto e irrefrenabile che, dopo 12 anni di detenzione, è pronto per ristabilire i conti in sospeso. Primo fra tutti, attende una ricompensa lauta dal suo boss, Mr. Fontaine (Bichir) per non aver mai fatto il suo nome alla giustizia. Poi, spera anche di rinsaldare il legame con una figlia ventenne (Clarke) che lo ripugna. Nulla andrà secondo i piani, e il caratteraccio di Dom avrà ottime occasioni per liberarsi…

L’arco narrativo è compiuto, ma non è la storia il vero motivo di interesse del film. L’intero minutaggio è dedicato alla costruzione a tutto tondo di un personaggio che si farà fatica a non adorare: sporcaccione e violento, beffardo e tenero, dalla declamazione facile ma anche capace di confessioni sincere, Dom Hemingway è interpretato in maniera eccezionale da un Jude Law che ne vive ogni follia. Merita di entrare nel cult il monologo in apertura, durante una sessione di sesso orale, in cui il nostro spiega i meriti del suo pene, degno del Nobel per la pace e di tanti altri onori. Dialoghi grandiosi al servizio di un attore incontenibile come ruolo impone (occhio anche a una modalità tutta particolare per aprire una cassaforte elettrica…), senza mai sforare nel gratuito overacting. E gli appassionati della gangster comedy britannica avranno di che godere.

Giuseppe D’Errico

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