“Discorsi alla nazione” di Ascanio Celestini, un esercizio di stimolo intellettuale

Ascanio-Celestini-Discorsi-alla-Nazione-HR-642x336

Ascanio Celestini
in
DISCORSI ALLA NAZIONE

Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, 28 e 29 marzo 2015

Voto: 8 su 10

Quello che Ascanio Celestini ha allestito, sul palco del Teatro Quarticciolo di Roma, è uno spettacolo/comizio, una sorta di festa di partito che prevede dei saluti introduttivi a seguito dei quali ha luogo la rappresentazione teatrale vera e propria; in realtà, in questi “Discorsi alla nazione”, tutto è un esercizio di stimolo intellettuale nei confronti del così detto “popolo di sinistra”, che viene continuamente incoraggiato e irriso, messo al banco dell’accusa e, ora assolto, ora condannato.
Io sono di sinistra, però…” ripete più volte Celestini, smascherando, con il cinismo dell’uomo comune (i cui ideali di uguaglianza si fermano di fronte ai piccoli egoismi personali) le ipocrisie del cittadino “borghese ma progressista”, provocatorio ossimoro nella ars retorica celestiniana.

Io sono di sinistra, ma me ne frego” gridato con la mano alzata a saluto di mussoliniana memoria è solo l’ultimo dei tanti schiaffi che colpiscono il pubblico in sala, appena prima che inizi la vera e propria mise en scene: la storia è quella di un Paese nel quale piove sempre, e in cui i cittadini attendono l’arrivo di un dittatore che ponga fine alla guerra civile. All’interno di un grande condominio parlano differenti archetipi umani: il benestante che abita nell’attico, il tipo medio del terzo piano, l’uomo al piano terra armato di pistola. Ciascuno attende, senza nulla fare, l’arrivo di un “super uomo” che risolva ogni problema, arresti la pioggia e ponga fine alla guerra; una società in cui tutto è ridotto a beghe di condominio, che affida alla fonte stessa del suo male una cura che – mai – potrà arrivare con l’arrivo del nuovo dittatore di turno.
Uno spettacolo complesso e stimolante, visione doverosa per chi riuscirà a vedere, dietro il cinismo di un testo feroce, un’intelligente invito a riconoscere che ciascuna società, da sempre, sceglie colpevolmente il burattinaio da cui ama farsi manovrare, poiché, in fondo “… vi chiamerò compagni e compagne, ma io sono il padrone”.

Marco Moraschinelli

One Response to “Discorsi alla nazione” di Ascanio Celestini, un esercizio di stimolo intellettuale

  1. […] “Io sono di sinistra, ma me ne frego” gridato con la mano alzata… segue su Critical Minds […]

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>