“Dark Skies – Oscure presenze”, c’è vita nell’horror di tradizione spielberghiana

Dark Skies

Dark Skies – Oscure presenze (Dark Skies, Usa, 2013) di Scott Stewart, con Keri Russell, Josh Hamilton, J.K. Simmons, Dakota Goyo, Kada Rockett

Sceneggiatura di Scott Stewart

Horror, 1h 34’, Koch Media, in uscita il 24 ottobre 2013

Voto: 7½  su 10

Personaggi ordinari travolti da eventi straordinari, come miglior tradizione spielberghiana insegna. Perché Dark Skies – Oscure presenze appartiene a quel glorioso filone di film di genere, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, che destabilizzarono la serenità e i sogni del pubblico con scene di bambini che venivano rapiti in notturna da entità paranormali (Incontri ravvicinati del terzo tipo) e televisori spiritati in grado di catapultarli in terrorizzanti dimensioni parallele (Poltergeist, diretto da Tobe Hooper ma prodotto dalla Amblin dal saggio Steven).

dark-skies---oscure-presenze_coverCapita quindi che un regista fin’ora pessimo come Scott Stewart (al suo attivo titoli come Legion e Priest), si ritrovi a dirigere un vero e proprio gioiellino dell’horror mainstream contemporaneo, tenendo ben a mente la grandezza del passato (opportunamente omaggiato) e la scaltrezza figlia del reality di oggi, con un occhio fortunatamente non troppo indulgente al successo dei vari Paranormal Activity.

La storia di una classica famiglia wasp in crisi economica, sconvolta da misteriose quanto inquietanti apparizioni domestiche, è raccontata con un meraviglioso equilibrio tra suspense e sorprese, consentendo non solo una progressione serrata degli eventi ma soprattutto una partecipazione emotiva che non cede mai il passo alla noia. Senza inutili eccessi e con grande stile classico, si arriva a un finale pertinente che non lascia delusi. Un miracolo, in questi tempi di horror prefabbricati.

c_Dark-Skies--Oscure-Presenze_articolo2Non che Dark Skies rinunci alla sua buona dose di banalità. Ma è una dote notevole anche il non farle pesare eccessivamente all’economia spettacolare del prodotto finale. Il film è ottimamente realizzato, qua e la piazza momenti di pura paranoia alienofobica (dall’attacco in massa degli uccelli sulla casa dei protagonisti fino alle loro crisi di sonnambulismo) e può vantare due attori, Keri Russell e Josh Hamilton, che è un piacere ritrovare dopo troppo tempo di assenza dal grande schermo.  Gli appassionati non avranno di che lamentarsi.

Giuseppe D’Errico

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