“Dancing partners”, ensemble europeo di danza contemporanea al Vascello

Ek

DANCING PARTNERS

SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET
THE HESITATION DAY
Coreografia: Mauro Astolfi
Musica: Norn Amon Tobin
Disegno Luci: Marco Policastro
Interpreti: Fabio Cavallo, Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giacomo Todeschi

NORRDANS
PAS DE DANSE
Coreografia: Mats Ek
Musica: J.P. Nyström, Benny Anderssons Orkester
Disegno Luci:Jörgen Jansson
Interpreti: Tomáš Červinka, Viktor Konvalinka, Hanna Nussbaumer, Leila Verlinden

COMPANY CHAMELEON
PUSH
Coreografia: Anthony Missen & Kevin Edward Turner
Musica: Savath + Savalas, Ryuichi Sakamoto
Interpreti: Thomasin Gulgec,Theo Fapohunda

THOMAS NOONE DANCE
UNTIL THE END
Coreografia: Thomas Noone
Musica: Miguel Marin (Arbol)
Disegno Luci: Thomas Noone e Enric Alarcon
Assistente coreografa: Nuria Martinez
Interpreti: Alba Barral, Jeronimo Forteza, Javier Garcia

NORRDANS
TUOMAS
Coreografia: Katrín Hall
Musica: Ólafur Arnalds e Jóhann Jóhannsson
Arrangiamento ed esecuzione: Jesper Norberg e Patrik Grundström
Costumi: Helle Carlsson
Interpreti: Viktor Konvalinka, Hanna Nussbaumer

SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET
LOST FOR WORDS/L’INVASIONE DELLE PAROLE VUOTE – STUDIO III
Coreografia: Mauro Astolfi
Musica Originale: Carlo Alfano
Musica: Michal Jacaszek
Disegno Luci:  Marco Policastro
Interpreti: Fabio Cavallo, Maria Cossu, Giovanni la Rocca, Mario Laterza, Giuliana Mele,   Claudia Mezzolla, Giacomo Todeschi, Violeta Wulff Mena, Serena Zaccagnini

In scena al Teatro Vascello di Roma

Voto: 7 su 10

Ha toccato la città di Roma con due serate al Teatro Vascello di Roma, in attesa di approdare al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti il prossimo 8 aprile, l’iniziativa itinerante per la promozione della danza contemporanea chiamata “Dancing Partners”. Italia, Spagna, Inghilterra e Svezia schierano rispettivamente la Spellbound contemporary ballet con le coreografie di Mauro Astolfi , la Thomas Noone Dance del coreografo Thomas Noone, la Company Chamaleon di Anthony Missen e Kevin Edward Turner, e infine la Norrdanse che interpreta un balletto di Mats Ek e un passo a due di Karín Hall.

image005Apre la serata la compagnia italiana di Astolfi, che propone la coreografia “The hesitation day”: i quattro danzatori sulla scena danno corpo al linguaggio possente e dinamico che caratterizza le creazioni coreutiche del maestro italiano, in un pezzo che si segnala per possenza e dinamismo. Segue il fluido ed elegante “Pas de danse” del grande Mats Ek: folgorante racconto di una solitudine al maschile e dei suoi infecondi incontri con due controparti al femminile, che non servono a strapparlo al suo destino di solitudine. E’ il pezzo migliore della serata, una breve storia capace, nel suo conciso tempo di rappresentazione, di giocare su diverse dinamiche di movimento sottolineate da scelte musicali differenti che ben si adattano alla poetica narrazione del geniale Ek.

A quinte completamente alzate il nudo palco del Vascello ospita la contact improvisation portata in scena dai bravissimi Thomasin Gulgec e Theo Fapohunda: il pezzo è un incessante alternarsi di equilibri e disequilibri nel quale i corpi dei performer saggiano i confini della propria sintonia in un gioco iperdinamico che prevede continui scambi di ruoli, il tutto agito sull’intensa partitura di Ryuichi Sakamoto.

Il secondo atto dello spettacolo è un discorso a tre coreografato da Thomas Noone per Alba Barral, Jeronimo Forteza e Javier Garcia: gesti asciutti e minimali caratterizzano la lunga, suggestiva coreografia del maestro spagnolo. All’introspezione e all’intimismo di “Until the end” fa da contrappunto il pezzo successivo, “Tuomas”: un altro energico, folgorante passo a due per Viktor Konvalinka e Hanna Nussbaumer che termina sulle note di un graziosa musica per carillon.

L’inclusione-esclusione dell’elemento estraneo è, infine, il tema al centro del ballo per nove danzatori in “Lost for words/L’invasione delle parole vuote- Studio III” con la quale lo Spellbound contemporay ballet chiude l’interessante incontro per gli appassionati di danza contemporanea.

Marco Moraschinelli

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