“Crimson Peak”, grande atmosfera ma poche emozioni nel gotico di Del Toro

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Crimson Peak (id, Usa, 2015) di Guillermo Del Toro con Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Mia Wasikowska, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Leslie Hope

Sceneggiatura di Guillermo Del Toro e Matthew Robbins

Horror, 1h 59′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 22 ottobre 2015

Voto: 6½ su 10

Era dal 2006 che Guillermo Del Toro cercava di tradurre in immagini la sceneggiatura di Crimson Peak, grandioso esercizio di stile per il ritorno al cinema del genere “gotico” che, partendo dalla letteratura (Henry James, Mary Shelley, Howthorne e tutti gli altri romanzieri del terrore di fine Ottocento) fino ad arrivare ad alcune indimenticabili pellicole di Jack Clayton, Robert Wise e del nostro maestro Mario Bava, ha influenzato in maniera ineludibile il modo di intendere il mistero e la paura nel buio della sala.

12004136_751932494917416_1144557362321715750_nCrimson Peak è, in tal senso, una miniera di citazioni che manderà in estasi il pubblico di appassionati: la protagonista è Edith Cushing (Wasikowska, che porta il cognome del grande attore Peter Cushing, glorioso volto delle produzioni horror della Hammer), aspirante scrittrice di ghost novel che, dopo la morte del padre (Beaver) in circostanze misteriose, accetta di trasferirsi nella fatiscente tenuta di Allerdale Hall, di proprietà dell’uomo di cui è innamorata, l’affascinante inventore Thomas Sharpe (Hiddleston), e di sua sorella Lucille (Chastain). Il grande castello è situato sulla cima di una miniera sotterranea, dove l’argilla macchia la neve e tinge di rosso il terreno. Ma Edith, che fin da piccola è ossessionata da apparizioni di spettri inquietanti, verrà messa in guardia sui segreti che si celano dietro all’apparente serenità del luogo…

Il regista messicano sa come mettere insieme un grande spettacolo d’atmosfera, ed è quasi superfluo sottolineare la magnificenza dell’ambientazione, che tocca l’apice della bellezza nel castello arroccato, quarto personaggio ufficiale di un triangolo di passioni che poco può, a livello emotivo, rispetto alle mille suggestioni di un luogo che sprofonda letteralmente in una sanguinolenta pastura cremesi e vive di fantasmi tormentati. Sta qui il limite del film, la debolezza di una storia deludentemente loffia, che mal sposa le sue dinamiche drammatiche con alcuni eccessi di ironia yankee (le battutine nei momenti cruciali ormai sono out) e un senso del romanzesco, a tratti, grossolano. In quest’assetto narrativo poco indovinato, anche il gusto citazionista finisce per sembrare fin troppo ridondante (non c’è motivo di utilizzare anche la donna morta di Shining che esce dalla vasca, e rifare Kubrick non è un peccato veniale). In più, orfano di un contesto storico che possa dare spessore al racconto (come nei precedenti Il labirinto del fauno e La spina del diavolo), Del Toro si concentra sull’apparato visivo con tutta l’abilità che gli compete e, almeno in questo, Crimson Peak è straordinario. Da par loro, gli interpreti si adeguano: piuttosto fuori luogo la Wasikowska, stranamente poco a suo agio nei meandri del terrore, mentre lasciano il segno sia il melanconico Hiddleston che la superba Jessica Chastain, autentico valore aggiunto di un film lungamente atteso ma, in fin dei conti, senza vere emozioni.

Giuseppe D’Errico

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