“Come ammazzare il capo 2″, sequel meccanico tra action e volgarità

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Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2, Usa, 2014) di Sean Anders con Jason Bateman, Jason Sudeikis, Charlie Day, Jennifer Aniston, Jamie Foxx, Chris Pine, Christoph Waltz, Kevin Spacey, Kelly Stables

Sceneggiatura di Sean Anders, John Morris

Commedia, 1h 44′, Warner Bros. Pictures Italia, in uscita l’8 gennaio 2015

Voto: 5 su 10

L’inevitabile seguito del fortunatissimo Come ammazzare il capo… e vivere felici ripropone, senza varianti evidenti, gli stessi argomenti del film precedente. I tre protagonisti (Bateman, Sudeukis e Day), solo momentaneamente liberi dai loro odiati boss, vogliono ora sbarcare il lunario con una doccia combinata di loro invenzione. Il finanziatore (Waltz), però, è una carogna che li lascia sul lastrico. Cosa c’è di meglio da fare se non rapirgli il figlio viziato e megalomane (Pine) per chiedere un lauto riscatto? Forse solo non lasciarsi imbrogliare dal ragazzo…

Chi ha apprezzato il primo capitolo, non resterà deluso da questo seguito decisamente poco ispirato. Non che l’originale fosse chissà quale perla di originalità e ironia, però c’era una freschezza diversa. Il sequel, per quanto fedele allo spirito goliardico dell’operazione, è solo meccanica narrativa senza capo né coda, votata unicamente alla commistione tra azione e volgarità sconfinata. Il genere ha offerto elementi migliori nei tempi andati (dal classico Dalle 9 alle 5 orario continuato, puntualmente citato, a Getta la mamma dal treno); Come ammazzare il capo 2 è invece l’ennesimo risultato di un brand comico del tipo “sotto la cintura” che, da Una notte da leoni in poi, sta spopolando in America negli ultimi anni.

Il divertimento non è assicurato: i tre personaggi principali sono così idioti che anche l’umorismo ne risente, mai cattivo ma solo infantile. Qualche risata, però, la strappano i comprimari d’eccezione, da un luciferino Spacey dietro le sbarre a una scatenata, sconcissima Aniston ancora preda di furie ninfomaniacali: tenersi forte nel duetto verbale con Bateman durante la seduta di terapia. L’intero cast, però, meriterebbe occasioni più nobili.

Giuseppe D’Errico

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