“Che vuoi che sia”, un film di Edoardo Leo, la recensione

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Che vuoi che sia (Italia, 2016) di Edoardo Leo con Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Bebo Storti, Massimo Wertmuller

Sceneggiatura di Edoardo Leo, Alessandro Aronadio, Marco Bonini, Renato Sannio

Commedia, 1h 45’, Warner Bros. Pictures, in uscita il 9 novembre 2016

Voto: 4 su 10

Il quarto film da regista di Edoardo Leo è l’esempio pratico e tangibile di come le ambizioni di un nostro giovane e promettente autore, tra i più amati del cinema italiano contemporaneo, possano soccombere difronte ai paletti imposti dalla commissione produttiva. Insomma, Che vuoi che sia vorrebbe essere una commedia di costume su cui riflettere a fondo ma, nei fatti, è solo uno strano ibrido in cui convivono malamente i toni amari e gli elementi più corrivi del genere “sotto la cintura” che tanto stanno a cuore alle operazioni del brand Lucisano.

che-vuoi-che-sia-poster-locandina-2016-99Il film, secondo le parole dello stesso Leo, è la storia di una scelta, del dilemma di una coppia di ragazzi, Claudio e Anna (Leo e Foglietta), che non sono indigenti ma nemmeno benestanti, costretti a dover considerare un’opportunità economica imprevista ma gravosa: vendere on line la propria intimità per oltre 250.000 euro. I due infatti, in un momento di euforia alcolica, postano scioccamente un video in cui dichiarano di concedersi al popolo del web se la loro iniziativa di crowfunding – una raccolta fondi su internet – avesse raggiunto la cifra sperata. Cosa che, con una tale promessa, accade. Anzi, le offerte raggiungono una cifra incredibile. Quindi che fare? Salvaguardare anonimato e dignità e tirare a campare, oppure condividere un video hard privato per poter finalmente realizzare i propri sogni?

L’idea di base non è nuova, e Proposta indecente di Adrian Lyne ce lo ricordiamo bene tutti. Però Leo e i suoi sceneggiatori la adattano al nuovo scenario collettivo odierno, quello dei social network e della popolarità effimera, dell’aggressività da tastiera e del dileggio spietato verso chiunque si mostri vulnerabile. Se tutto ciò viene anche ambientato nel momento storico peggiore per i giovani che hanno riposto le speranze per il futuro in anni di studio a rendere, ecco che il tema poteva diventare decisamente interessante. Purtroppo Che vuoi che sia, nell’ansia di dover apparire impegnato e leggero allo stesso tempo, finisce per confondere le acque dei generi, risultando solo molto confuso. La satira sociale è decisamente superficiale e tocca il fondo nella sequenza del talk show condotto da Anna Pettinelli (sic!), la commedia non ha cartucce e può contare solo sul bravo Rocco Papaleo, nei panni dello zio depresso che convive con la coppia di protagonisti; imperdonabile, invece, l’aver detonato la carica carismatica esplosiva della splendida Anna Foglietta costringendola a recitare in milanese. A Leo auguriamo di affrancarsi, per il futuro, da qualunque oppressione e/o ingerenza esterna, e di tornare a regalarci film autentici e sentiti come la sua opera d’esordio Diciotto anni dopo.

Giuseppe D’Errico

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