“Cattivi Vicini”, gag mediocri e tanta volgarità per Rogen e Efron

neighbors

Cattivi vicini (Neighbors, Usa, 2014) di Nicholas Stoller con Seth Rogen, Zac Efron, Rose Byrne, Dave Franco, Christopher Mintz-Plasse, Lisa Kudrow, Jake Johnson, Ike Barinholtz, Gerrod Carmichael

Sceneggiatura di Andrew Jay Cohen, Brendan O’Brien

Commedia, 1h 36′, Universal Pictures International Italia, in uscita il 20 agosto 2014

Voto: 4½ su 10

Unire in un colpo solo il regista Nicholas Stoller (quello di Non mi scaricare e In viaggio con una rock star) e due divi neo-generazionali come Seth Rogen e Zac Efron era, sulla carta, una scommessa vincente. Gli incassi americani l’hanno confermato, eppure è difficile parlare del film in questione in termini rimarchevoli. Siamo al grado sottozero della goliardata pecoreccia, a un punto davvero basso della più retriva delle commedie per adulti.

CATTIVI_VICINI_nuova_data_GSarebbe inefficace, oltre che inutile, recriminare sulla trivialità assoluta di Cattivi vicini, giacché è chiaro l’intento del film, ossia procurare la risata crassa puntando direttamente al basso ventre dello spettatore a colpi di di sesso, droga e turpiloquio vario. Capolavori o meno dello stesso genere (basti citare Animal House di John Landis o I vicini di casa di Avildsen) hanno fatto scorta degli stessi elementi per tessere loro attorno una trama compiuta. Ciò non succede nella pellicola di Stoller, dedita unicamente all’accumulo più scriteriato di gag mediocri in un contesto tra l’edulcorato e lo stroboscopico alla Harmony Korine.

L’idea della giovane coppia wasp (Rogen e Byrne) con neonata a carico, che si ritrova nella casa affianco una confraternita universitaria votata al party più sfrenato, aveva ottime possibilità di parlare di un’America insoddisfatta e falsamente perbenista (marito e moglie guardano con maligna nostalgia alla cagnara dei giovani debosciati), che sfoga le proprie frustrazioni in lotte senza esclusione di colpi. Purtroppo il divertimento si fa sempre più tiranno e l’imbarazzante pochezza di situazioni comiche valide e dialoghi sensati guasta la festa a livelli di una reunion per idioti. In compenso, la volgarità dilaga senza argine alcuno e la noia bussa presto alla porta.

Giuseppe D’Errico

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