Category Archives: Teatro

“La Bibbia riveduta e scorretta”, degli Oblivion, uno spettacolo di Giorgio Gallione

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LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA

Uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
Musiche di Lorenzo Scuda
Interpretato da Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli (gli OBLIVION)
Scene e costumi Guido Fiorato
Luci di Aldo Mantovani
Coreografie di Francesca Folloni
Regia di Giorgio Gallione

In scena al Teatro Quirino di Roma dal 26 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019

Voto: 9 su 10

A distanza di quasi 2 anni (qui la recensione di “The Human Jukebox”) ritorna al Teatro Quirino di Roma questa banda di “cinque cialtroni irriverenti” pieni di talento, gli OBLIVION.

Il loro ultimo lavoro, La Bibbia riveduta e scorretta, è uno spettacolo interamente originale che rappresenta una prova di maturità per il gruppo: questa volta infatti non ci sono riadattamenti di brani musicali noti al grande pubblico che con ironia venivano adeguati alla situazione comica (modalità teatrale a cui Gli Oblivion sono vocati per loro stessa natura e talento). Questa volta c’è un bel copione, scritto dai tre “maschietti” del gruppo, accompagnato da musiche scritte per l’occasione dal bravo Lorenzo Scuda, il “musicista” del gruppo.

“Quel che accadde a Jack, Jack, Jack e Jack”, uno spettacolo scritto e diretto da Francesco Petruzzelli, la recensione

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QUEL CHE ACCADDE A JACK, JACK, JACK E JACK
di Francesco Petruzzelli

con Federico Fiocchetti, Giulia Gallone, Michele Lisi, Carlotta Mangione, Diego Parlanti, Lorenzo Parrotto, Francesco Petruzzelli
Scene Paola Castrignanò
Costumi Anna Missaglia
Luci Javier Delle Monache
Direttore di scena Camilla Piccioni
Assistente alla Regia Francesca Caprioli
Foto di scena Riccardo Freda
Regia Francesco Petruzzelli

In scena al Teatro Studio Eleonora Duse dal 21 al 23 dicembre

Voto: 8 su 10

Un padre e i suoi tre figli, quattro uomini e le loro convinzioni, una famiglia nella quale vige un fiera, costante, orgogliosa disarmonia. Il padre chioccia annuncia all’improvviso la sua imminente dipartita, quasi una sorta di sfida con la quale la sua progenie si troverà a dover fare i conti, ciascuno secondo i tratti che gli son propri: il primogenito, serissimo avvocato che pretende una perfezione che non può esistere, il figlio di mezzo, che vive in esilio sul divano di casa, ostaggio delle proprie fobie, e l’ultimogenito, il contestatore ribelle che deve ancora trovare il suo posto in una società alla quale apertamente si oppone.

“Lungs” di Duncan Macmillan, uno spettacolo di Massimiliano Farau, la recensione

Lungs

LUNGS
di Duncan Macmillan

traduzione Matteo Colombo
con Sara Putignano e Davide Gagliardini
regia Massimiliano Farau
produzione Fondazione Teatro Due

In scena al Teatro Belli il 20 e il 21 dicembre nell’ambito della rassegna “Trend – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione” – Festival a cura di Rodolfo Di Giammarco

Voto: 6 su 10

Discutere, ragionare, interrogarsi, meditare a voce altra e dialogare incessantemente per prendere una decisione che cambia il corso di due vite e – letteralmente – ne crea una nuova.

Un ragazzo e una ragazza si parlano addosso, si confrontano, cercano di capire, assieme, se sia per loro giusto mettere al mondo un figlio, soppesando vantaggi e svantaggi di una gravidanza meditata nei minimi dettagli. Lui e lei sono due borghesi come tanti, la definizione peggiore che si possa dare di loro è quel “radical chic” che si usa per riferirsi a qualcuno che pensa di poter migliorare il mondo con la forza delle proprie convinzioni; i personaggi interpretati da Sara Putignano e Davide Gagliardini leggono molto, amano la musica e sono letteralmente ossessionati da ogni sorta di problematica ecologica; così, per loro, pensare di avere un figlio equivale a ragionare sull’impatto ambientale dell’uso dei pannolini e sulla produzione addizionale di anidride carbonica imputabile all’eventuale nascituro.

“Growth” di Luke Norris, uno spettacolo di Silvio Peroni, la recensione

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GROWTH
di Luke Norris

traduzione Enrico Luttmann
con Francesco Aricò, Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy
scene e costumi Katia Titolo
disegno luci Omar Scala
regia Silvio Peroni
produzione Pierfrancesco Pisani

in scena al Teatro Belli dal 5 all’8 dicembre nell’ambito della rassegna “TREND – Nuove frontiere della scena britannica” – XVII edizione

Voto: 7 su 10

Conosciamo Tobes, il protagonista di questa storia, nel momento in cui la sua fidanzata lo abbandona, accusandolo di essere immaturo e incapace di dare una svolta alla sua placida, insignificante vita: mentre lo lascia gli ricorda, per l’ennesima volta, che dovrebbe farsi controllare quel piccolo nodulo che ormai da mesi continua ad ignorare.

“Gli alti e bassi di Biancaneve”, uno spettacolo scritto e diretto da Emma Dante, la recensione

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GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE

Testo, regia, scene e costumi Emma Dante
Luci Gabriele Gugliara
con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso
produzione Compagnia Sud Costa Occidentale

Nell’ambito del Festival Flautissimo

In scena al Teatro Palladium di Roma l’1 e 2 Dicembre 2018

Voto: 7½ su 10

C’è un’idea di teatro, di spettacolo, c’è un significato attentamente pensato dietro a ogni movimento scenico, in ciascuno dei quadri narrativi che, assieme, compongono questa allegra messa in scena della ben nota favola della principessa Biancaneve.

Inizia con una chiassosa ragazza che lancia in alto le sue bambole di pezza, assai infantile e senza troppi pensieri per la testa, beatamente ignara dei malumori di una regina madre che coreografa crucci e battibecchi di fronte ad uno specchio che ne amplifica ogni femminile, umana debolezza.

“Carta straccia”, uno spettacolo scritto e diretto da Mario Gelardi, la recensione

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CARTA STRACCIA
Storia romantica con musica nella Roma del 1968
di Mario Gelardi

con Pino Strabioli, Sabrina Knaflitz, Barnaba Bonafaccia
Musiche Carlo Vannini
Scene Paolo Iammarone
Costumi Antonella Balsamo
Coordinamento Martina Sarpero
Direzione tecnica Umberto Fiore

In scena all’OFF/OFF Theatre di Roma dal 28 Novembre al 9 Dicembre

Voto: 6 su 10

Roma, 1968. Una piccola bottega di carta artigianale è il microcosmo protetto nel quale convivono, malgrado le rispettive idiosincrasie, Teresa e Agostino, annoiati e battibeccanti  fratelli, soli entrambi e prossimi a un non bramato trasferimento nell’entroterra della provincia Laziale. A sparigliare le carte, più che l’imminente vento di rivoluzione sociale, che nel loro negozio giunge solamente attraverso le note delle canzoni di Mina e Patty Pravo, arriva all’improvviso un nipote sconosciuto, giovane, esagitato, bisognoso di aiuto ma soprattutto bello e sfacciato come l’incoscienza dei suoi vent’anni. Palpitano i cuori e si smuovono equilibri e ormoni, la gara per attirarsi le attenzioni del bel Remo è aperta, tra i due fratelli è battaglia di regali e attenzioni del quale il nuovo arrivato copiosamente approfitta, fino a rivelare un aspetto di sé che costringerà Agostino e Teresa ad azioni inaspettate.

“A behanding in Spokane” di Martin McDonagh, uno spettacolo di Carlo Sciaccaluga, la recensione

10 A BEHANDING IN SPOKANE Denis Fontanari, Alice Arcuri, Andreapietro Anselmi, Maurizio Bousso2 ph. Bianca Pirisino

A BEHANDING IN SPOKANE
di Martin McDonagh

traduzione Carlo Sciaccaluga
con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari
scenografie e luci Federica Rigon
regia Carlo Sciaccaluga
produzione ariaTeatro

Nell’ambito della rassegna “TREND – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione”
festival a cura di Rodolfo di Giammarco

In scena al Teatro Belli dal 26 al 28 novembre 2018

Voto: 6 ½ su 10

C’è un sicario con una mano mozzata e una coppia di spacciatori che, maldestramente, tentano di ingannarlo; c’è lo stralunato concierge dell’albergo nel quale l’azione si svolge che, continuamente, interrompe le dinamiche narrative di questa triade di personaggi per scombinare il corso degli eventi e rimescolare destini che sembrano essere sempre avviati verso una tragica sorte. Si aggiunge al tutto una presenza che mai si palesa sul palco – l’anziana madre del killer Carmichael – che pur si impone, attraverso il solo racconto che gli altri ne fanno, come una presenza vivida e disturbante non meno dei suoi improbabili compagni di disavventura.

“A.T.T.I.L.A. – All the things I lied about” di Katie Bonna, uno spettacolo di Alessandro Tedeschi, la recensione

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A.T.T.I.L.A. – ALL THE THINGHS I LIED ABOUT
di Katie Bonna

traduzione Elisa Benedetta Marinoni
con Elisa Benedetta Marinoni
costumi e elementi di scena Luappi Lab
disegno luci e tecnica Davide Coppo
regia Alessandro Tedeschi
produzione Bottega Rosenguild e Caracò Teatro
con il patrocinio del Centro Donne Contro la Violenza di Crema
Nell’ambito della rassegna “TREND -Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione”
festival a cura di Rodolfo di Giammarco

In scena al Teatro Belli dal 16 al 18 novembre 2018

Voto: 7 su 10

È tutto così intimo, informale, improntato all’insegna della spontaneità, che questo monologo sul potere della menzogna – A.T.T.I.L.A. nella declinazione italiana del testo originale All the thinghs I lied about della scrittrice anglofona Katie Bonna – inganna alla perfezione anche il pubblico che vi assiste, credendosi reale la vicenda raccontata in prima persona con brillante solerzia da una efficacissima Elisa Benedetta Marinoni.

“Drumul”, uno spettacolo scritto e diretto da Lorenzo Di Matteo, la recensione

Drumul

DRUMUL

Scrittura e regia Lorenzo di Matteo
Con Marius Bizau
Accompagnamento musicale Daniele Ercoli

In scena al Teatro Altrove Studio dal 16 al 18 novembre

Voto: 6 ½ su 10

Un uomo poco meno che quarantenne racconta una storia, sullo scarno parco del teatro Altrove Studio.

Il racconto non riguarda solamente il percorso di un ragazzo nato nei primi Anni ’80 in Romania e poi trasferitosi, alla soglia dell’adolescenza, nella periferia romana, ma porta alla luce – nel lungo eloquio con il quale Silviu Marius Bizau intrattiene il pubblico – eventi di un passato appena trascorso che riguarda la storia recente tanto della natia Romania quanto dell’Italia, terra d’approdo di una migrazione che, solo oggi, può dirsi fortunata.

“A porte chiuse” di Jean Paul Sartre, uno spettacolo di Marine Galstyan, la recensione

A PORTE CHIUSE_Sargis Galstyan e Marine Galstyan

A PORTE CHIUSE
dal  testo di Jean Paul Sartre

regia Marine Galstyan
coreografie Sargis Galstyan
Costumi Naira Abgaryan
Luci Mattia Albanese
Audio Danilo Muscarà
Trucco Gohar Sargsyan
con Sargis Galstyan (Garcin), Eleonora Scopelliti (Estelle), Marine Galstyan (Ines), Lorenzo Girolami (Il Cameriere), Vittoria Rossi (Olga), Federica Biondo (Moglie di Garcin), Lorenzo Zaffagnini (Rojen)

In scena al Teatro Cometa Off dal 13 al 18 novembre 2018

Voto: 6 su 10

Un uomo e due donne all’inferno. Una stanza buia con tre sedie e un cancello dal quale si affaccia solo, di tanto in tanto, un cerimonioso traghettatore di anime. Tre persone a condividere un breve perimetro che subito si fa terreno di battaglia per i suoi occupanti, luogo di malcontento nel quale ciascuno dei protagonisti svela il proprio malanimo nei confronti degli altri reclusi, e poco a poco confessa le meschinità commesse nell’esistenza appena terminata.