Category Archives: Teatro

“N.E.R.D.s.” uno spettacolo scritto e diretto da Bruno Fornasari, la recensione

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N.E.R.D.s.
di Bruno Fornasari

regia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso
scene e costumi Erika Carretta
direzione tecnica Silvia Laureti
produzione Teatro Filodrammatici di Milano con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2014

In scena al Teatro Brancaccino dal 12 al 15 e dal 19 al 22 aprile

Voto: 7 su 10

Quattro fratelli si ritrovano assieme alla celebrazione dell’anniversario di nozze dei genitori: sono Nico, Enri, Robi e Dani, le cui iniziali dei nomi vanno a formare l’acronimo che da il titolo a questo spettacolo, al quale si aggiunge una s. che, nell’intenzione del suo autore Bruno Fornasari (che firma anche la regia della messa in scena) sta per “sfigati”. Tutti e quattro i protagonisti, in effetti, alla bell’è meglio si barcamenano per risolvere piccoli/grandi problemi personali: ragazze (o ragazzi) da conquistare, gravidanze non del tutto desiderate, malattie, relazioni sentimentali a dir poco allo sbando.

“Scende giù per Toledo” di Giuseppe Patroni Griffi, uno spettacolo di e con Arturo Cirillo, la recensione

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SCENDE GIÙ PER TOLEDO
di Giuseppe Patroni Griffi

regia di Arturo Cirillo
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musiche originali Francesco De Melis
con Arturo Cirillo
luci Mauro Marasà
produzione Mache Teatro -Teatro Stabile Pubblico e Fondazione Napoli Teatro Festival

In scena al Piccolo Eliseo di Roma fino al 29 aprile

Voto: 7 su 10

Storia di Rosalinda Sprint, travestito dalla bionda zazzera – colpa della camomilla Schulz – che si dimena su e giù per le strade di Napoli in cerca del vero amore: è Scende giù per Toledo, dall’omonimo romanzo breve di Giuseppe Patroni Griffi, che tanto scandalo provocò alla sua prima pubblicazione, nel 1975, per la descrizione cruda e senza moralismi del travestismo omosessuale. La interpreta con vivo trasporto Arturo Cirillo, che dello spettacolo che anche regista.

“I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, uno spettacolo di Roberto Latini, la recensione

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I GIGANTI DELLA MONTAGNA
di Luigi Pirandello

adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci Max Mugnai
con Roberto Latini
video Barbara Weigel
elementi di scena Silvano Santinelli, Luca Baldini
assistenti alla regia Lorenzo Berti, Alessandro Porcu
direzione tecnica Max Mugnai
movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri
organizzazione Nicole Arbelli
foto Simone Cecchetti

In scena al Teatro Vascello di Roma l’11 e 12 aprile

Voto: 8½ su 10

È un delirio visivo ed acustico lo spettacolo teatrale che Roberto Latini allestisce per raccontare “I giganti della montagna”, ultima opera – incompiuta – di Luigi Pirandello.

La storia, già concepita dal suo autore come inverosimile, racconta l’approdo di una compagnia di attori girovaghi presso uno sperduto casale presso il quale dimorano entità evanescenti, che suggeriscono alla contessa Ilse, che guida la compagnia dei teatranti, di mettere in scena la propria commedia al cospetto dei giganti della montagna, figure mitologiche che evocano nella comunità degli uomini sentimenti ancestrali di riverenza e paura.

“Per strada” di Francesco Brandi, uno spettacolo di Raphael Tobia Vogel, la recensione

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PER STRADA
di Francesco Brandi

con Francesco Brandi e Francesco Sferrazza Papa
regia Raphael Tobia Vogel
Video e foto di scena Cristina Crippa
Assistente alla regia Gabriele Gattini Bernabò
Direttore dell’allestimento Lorenzo Giuggioli
Responsabile sartoria Simona Dondoni
Costruzione scene Marco Pirola
Elettricista Stefano Chiovini
Tecnico luci/audio/video Davide Marletta
Sarta Laura Fantuzzo
Produzione Teatro Franco Parenti

In scena all’Off/Off Theatre dal 10 al 22 aprile

Voto: 8 su 10

Drammaturgia incisiva, recitazione perfetta, regia misurata ed efficace: nell’equilibrio di questi tre elementi, un racconto scenico di malinconica grazia, per narrare la storia di due persone che per un caso si incontrano e che – per una manciata di ore – percorrono un tratto di strada assieme.

“Billy Elliot” di Lee Hall ed Elthon John, uno spettacolo di Massimo Romeo Piparo, la recensione

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BILLY ELLIOT

Una produzione Peep Arrow Entertainment in associazione con il Sistina
Musiche Elton John
Testi e libretto Lee Hall
Adattamento e Regia di Massimo Romeo Piparo
Coreografie Roberto Croce
Direzione Musicale Emanuele Friello
Scenografie Teresa Caruso

Al teatro Sistina di Roma dal 6 al 22 aprile 2018

Voto: 10 su 10

A più di 2 anni dal debutto, torna a Roma il pluripremiato musical Billy Elliot, con le musiche di  Elton John, nell’adattamento italiano di Massimo Romeo Piparo, il quale firma anche una splendida regia.

Lo spettacolo è stato preceduto da un momento di festa per la celebrazione dei primi 1000 sipari del Sistina sotto la direzione di Piparo. Un bel traguardo di cui Piparo e la sua squadra possono prendersi tutti i meriti. Pochi avrebbero detto che questa direzione artistica avrebbe raggiunto tali risultati in termini di numeri. Il Sistina a piccoli passi sta tornando grande! Sul palco molti degli interpreti degli spettacoli delle ultime 4 stagioni e un presentatore d’eccezione, Pippo Baudo (interprete lui stesso insieme a Montesano dello spettacolo “Sistina Story” – 2014).

“La divina Sarah” di Eric-Emmanuel Schmitt, uno spettacolo di Marco Carniti, la recensione

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LA DIVINA SARAH

da “Memoir di Sarah Bernhardt” di John Murrell
adattamento Eric-Emmanuel Schmitt
regia Marco Carniti
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci
scene Francesco Scandale
costumi Maria Filippi
musiche Paolo Daniele
Produzione Teatro e società

In scena al Teatro Vittoria dal 6 al 15 aprile

Voto: 7 su 10

Sul finire dell’800 il Nome, a teatro, era il suo: Sarah Berndhard. Diva prima che il divismo trovasse una sua piena strutturazione, personalità eccentrica, sessualità incerta, lei, la Berndhard, strabordava con la sua ingombrante personalità in scena e nello spettacolo della vita, dove amava e ambiva essere protagonista indiscussa e assoluta. Lo spettacolo La Divina Sarah ci racconta i suoi ultimi giorni di vita, prima che ogni luce si spenga e il sipario cali, impietoso, un’ultima volta.

“Che disastro di commedia” di Lewis, Sayer e Shields, uno spettacolo di Mark Bell, la recensione

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CHE DISASTRO DI COMMEDIA
di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields

traduzione Enrico Luttmann
con Luca Basile, Alessandro Marverti, Valerio Di Benedetto, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais, Gabriele Pignotta
Scene: Nigel Hook, riprese da Giulia De Mari
Assistente scene: Cristina Gasparrini
Costumi: Roberto Surace, ripresi da Francesca Brunori
Musiche: Rob Falconer
Disegno Luci: Marco Palmieri
regia di Mark Bell

In scena al Teatro Brancaccio dal 5 all’8 aprile

Voto: 8½ su 10

Cosa succede quando una produzione amatoriale mette in scena un giallo alla Agatha Christie e sul palco, mentre la performance va in scena, accade ogni possibile disgrazia nello spettro del possibile (e dell’impossibile)? Immaginate – a qualcuno sarà capitato – che gli attori dimentichino le battute, che la scenografia perda pezzi, che un tecnico del suono “distratto” inserisca musiche e effetti sonori fuori tempo. Irritante, fastidioso, certamente imbarazzante sia per le persone sul palco che per il pubblico in sala.

“Incognito” di Nick Payne, uno spettacolo di Andrea Trovato, la recensione

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INCOGNITO
di Nick Payne

regia Andrea Trovato
con Graziano Piazza, Anna Cianca, Giulio Forges Davanzati, Désirée Giorgetti
scene Luigi Ferrigno
costumi Tiziana Massaro
luci Pietro Sperduti
musiche originali Fabio Antonelli
assistente alla regia Marcello Paesano
produzione Carmentalia e Gli Ipocriti
partnership Human Valor e Progetto Itaca (Roma)
collaborazioni Chiara Anaclio e Daniele Barraco

In scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 22 aprile

Voto: 7 su 10

Nick Payne non è il nuovo Tom Stoppard, ma di sicuro è tra i giovani autori inglesi che più si stanno facendo notare, per originalità e spessore drammaturgico, nel panorama teatrale contemporaneo. Dopo Costellazioni, portato in scena in Italia con la regia di Silvio Peroni, arriva da noi anche Incognito, grazie all’interessamento e alla strenue profusione di impegno e forze di Andrea Trovato, che l’ha diretto, e di un attore incantevole come Giulio Forges Davanzati. Ed è lodevole che un testo così raffinato e complesso possa trovare spazio in un cartellone stagionale comprensibilmente rassicurante come quello del Teatro della Cometa di Roma, che coraggiosamente ha sposato il progetto quando era ancora in fieri. 

“Trainspotting” di Irvine Welsh, versione di Wajdi Mouawad, uno spettacolo di Sandro Mabellini, la recensione

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TRAINSPOTTING
di Irvine Welsh
versione di Wajdi Mouawad

traduzione di Emanuele Aldrovandi
uno spettacolo di Sandro Mabellini
con Michele Di Giacomo, Riccardo Festa, Valentina Cardinali, Marco Bellocchio
costumi Chiara Amaltea Ciarelli
drammaturgia scenica Riccardo Festa, Michele Di Giacomo, Marco Bellocchio, Valentina Cardinali
coproduzione Viola Produzioni S.r.l. – Accademia degli Artefatti

In scena al Teatro Brancaccino di Roma dal 5 all’8 aprile

Voto: 8½ su 10

Non era facile traslare un oggetto di culto come Trainspotting in una dimensione teatrale, non tanto per la crudezza delle tematiche e neppure per il simbolismo cui sono assurti i personaggi nell’immaginario collettivo universale, ma soprattutto per come Renton e soci siano riusciti a veicolare lo sfogo disperato di un’intera generazione di contestatari verso la cauta prevedibilità piccolo borghese, dapprima attraverso le pagine del romanzo scomodo di Irvine Welsh, poi nella sua folgorante trasposizione cinematografica diretta da Danny Boyle nel 1996. L’esperimento di “traduzione scenica” di Wajdi Mouawad, per farla breve, correva il rischio di banalizzare questo nuovo urlo sociale, che trova la peggiore via di fuga dal reale nella droga, e di trasformare un manifesto del disagio giovanile nell’ennesima, didascalica propaganda contro l’abuso di stupefacenti. Oltretutto, non era da sottovalutare il possibile effetto di anacronismo dell’operazione. 

“Dialogues des Carmélites” di Georges Bernanos, uno spettacolo di Olivier Py, la recensione

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DIALOGUES DES CARMÉLITES

Opera in tre atti e dodici quadri dalla pièce di Georges Bernanos,
adattata con l’autorizzazione di Emmet Lavery,
basata su una novella di Gertrude von Le Fort
e una sceneggiatura di Philippe Agostini e Raymond Bruckberger
Musica di Francis Poulenc
Le Marquis de la Force Nicolas Cavallier
Blanche de la Force Hélène Guilmette
Le Chevalier de la Force Stanislas de Barbeyrac
L’Aumônier du Carmel Loïc Félix
Le Geôlier / Thierry / Javelinot Matthieu Lécroart
Madame De Croissy Sylvie Brunet
Madame Lidoine Marie-Adeline Henry
Mère Marie Sophie Koch
Soeur Constance Sandrine Piau
Mère Jeanne Sarah Jouffroy
Soeur Mathilde Lucie Roche
1er Commissaire Jérémie Duffau
2ème Commissaire Arnaud Richard

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Jérémie Rhorer
Maestro del coro Andrea Faidutti
Regia Olivier Py
Scene e costumi Pierre-André Weitz
Luci Bertrand Killy
Coproduzione Théâtre des Champs-Élysées, Paris e La Monnaie, Bruxelles

Andato in scena al Teatro Comunale di Bologna – Stagione d’opera 2018

Voto: 8 su 10

Paura e coraggio, fragilità e forza, fede e principi rivoluzionari sono alcuni dei temi centrali di Dialogues des Carmélites, una delle opere di maggior successo di Francis Poulenc, andata in scena, per la prima volta, al Teatro Comunale di Bologna con un magnifico allestimento di Olivier Py in grado di risaltare sia la partitura – nella quale la voce delle martiri carmelitane s’intesse con la tormentata e controversa vicenda religiosa del compositore – sia il libretto carico di sfumature psicologiche su temi complessi come l’angoscia, la morte, la fede. L’Opera in tre atti e dodici quadri è tratta dalla pièce di Georges Bernanos che, con l’autorizzazione di Emmet Lavery, riprese la novella del 1931 Die Letze am Schafott (“L’ultima al patibolo”) di Gertrude von Le Fort e la sceneggiatura di Philippe Agostini e Raymond Bruckberger.