Category Archives: Teatro

“Gli alti e bassi di Biancaneve”, uno spettacolo scritto e diretto da Emma Dante, la recensione

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GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE

Testo, regia, scene e costumi Emma Dante
Luci Gabriele Gugliara
con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso
produzione Compagnia Sud Costa Occidentale

Nell’ambito del Festival Flautissimo

In scena al Teatro Palladium di Roma l’1 e 2 Dicembre 2018

Voto: 7½ su 10

C’è un’idea di teatro, di spettacolo, c’è un significato attentamente pensato dietro a ogni movimento scenico, in ciascuno dei quadri narrativi che, assieme, compongono questa allegra messa in scena della ben nota favola della principessa Biancaneve.

Inizia con una chiassosa ragazza che lancia in alto le sue bambole di pezza, assai infantile e senza troppi pensieri per la testa, beatamente ignara dei malumori di una regina madre che coreografa crucci e battibecchi di fronte ad uno specchio che ne amplifica ogni femminile, umana debolezza.

“Carta straccia”, uno spettacolo scritto e diretto da Mario Gelardi, la recensione

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CARTA STRACCIA
Storia romantica con musica nella Roma del 1968
di Mario Gelardi

con Pino Strabioli, Sabrina Knaflitz, Barnaba Bonafaccia
Musiche Carlo Vannini
Scene Paolo Iammarone
Costumi Antonella Balsamo
Coordinamento Martina Sarpero
Direzione tecnica Umberto Fiore

In scena all’OFF/OFF Theatre di Roma dal 28 Novembre al 9 Dicembre

Voto: 6 su 10

Roma, 1968. Una piccola bottega di carta artigianale è il microcosmo protetto nel quale convivono, malgrado le rispettive idiosincrasie, Teresa e Agostino, annoiati e battibeccanti  fratelli, soli entrambi e prossimi a un non bramato trasferimento nell’entroterra della provincia Laziale. A sparigliare le carte, più che l’imminente vento di rivoluzione sociale, che nel loro negozio giunge solamente attraverso le note delle canzoni di Mina e Patty Pravo, arriva all’improvviso un nipote sconosciuto, giovane, esagitato, bisognoso di aiuto ma soprattutto bello e sfacciato come l’incoscienza dei suoi vent’anni. Palpitano i cuori e si smuovono equilibri e ormoni, la gara per attirarsi le attenzioni del bel Remo è aperta, tra i due fratelli è battaglia di regali e attenzioni del quale il nuovo arrivato copiosamente approfitta, fino a rivelare un aspetto di sé che costringerà Agostino e Teresa ad azioni inaspettate.

“A behanding in Spokane” di Martin McDonagh, uno spettacolo di Carlo Sciaccaluga, la recensione

10 A BEHANDING IN SPOKANE Denis Fontanari, Alice Arcuri, Andreapietro Anselmi, Maurizio Bousso2 ph. Bianca Pirisino

A BEHANDING IN SPOKANE
di Martin McDonagh

traduzione Carlo Sciaccaluga
con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari
scenografie e luci Federica Rigon
regia Carlo Sciaccaluga
produzione ariaTeatro

Nell’ambito della rassegna “TREND – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione”
festival a cura di Rodolfo di Giammarco

In scena al Teatro Belli dal 26 al 28 novembre 2018

Voto: 6 ½ su 10

C’è un sicario con una mano mozzata e una coppia di spacciatori che, maldestramente, tentano di ingannarlo; c’è lo stralunato concierge dell’albergo nel quale l’azione si svolge che, continuamente, interrompe le dinamiche narrative di questa triade di personaggi per scombinare il corso degli eventi e rimescolare destini che sembrano essere sempre avviati verso una tragica sorte. Si aggiunge al tutto una presenza che mai si palesa sul palco – l’anziana madre del killer Carmichael – che pur si impone, attraverso il solo racconto che gli altri ne fanno, come una presenza vivida e disturbante non meno dei suoi improbabili compagni di disavventura.

“A.T.T.I.L.A. – All the things I lied about” di Katie Bonna, uno spettacolo di Alessandro Tedeschi, la recensione

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A.T.T.I.L.A. – ALL THE THINGHS I LIED ABOUT
di Katie Bonna

traduzione Elisa Benedetta Marinoni
con Elisa Benedetta Marinoni
costumi e elementi di scena Luappi Lab
disegno luci e tecnica Davide Coppo
regia Alessandro Tedeschi
produzione Bottega Rosenguild e Caracò Teatro
con il patrocinio del Centro Donne Contro la Violenza di Crema
Nell’ambito della rassegna “TREND -Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione”
festival a cura di Rodolfo di Giammarco

In scena al Teatro Belli dal 16 al 18 novembre 2018

Voto: 7 su 10

È tutto così intimo, informale, improntato all’insegna della spontaneità, che questo monologo sul potere della menzogna – A.T.T.I.L.A. nella declinazione italiana del testo originale All the thinghs I lead about della scrittrice anglofona Katie Bonna – inganna alla perfezione anche il pubblico che vi assiste, credendosi reale la vicenda raccontata in prima persona con brillante solerzia da una efficacissima Elisa Benedetta Marinoni.

“Drumul”, uno spettacolo scritto e diretto da Lorenzo Di Matteo, la recensione

Drumul

DRUMUL

Scrittura e regia Lorenzo di Matteo
Con Marius Bizau
Accompagnamento musicale Daniele Ercoli

In scena al Teatro Altrove Studio dal 16 al 18 novembre

Voto: 6 ½ su 10

Un uomo poco meno che quarantenne racconta una storia, sullo scarno parco del teatro Altrove Studio.

Il racconto non riguarda solamente il percorso di un ragazzo nato nei primi Anni ’80 in Romania e poi trasferitosi, alla soglia dell’adolescenza, nella periferia romana, ma porta alla luce – nel lungo eloquio con il quale Silviu Marius Bizau intrattiene il pubblico – eventi di un passato appena trascorso che riguarda la storia recente tanto della natia Romania quanto dell’Italia, terra d’approdo di una migrazione che, solo oggi, può dirsi fortunata.

“A porte chiuse” di Jean Paul Sartre, uno spettacolo di Marine Galstyan, la recensione

A PORTE CHIUSE_Sargis Galstyan e Marine Galstyan

A PORTE CHIUSE
dal  testo di Jean Paul Sartre

regia Marine Galstyan
coreografie Sargis Galstyan
Costumi Naira Abgaryan
Luci Mattia Albanese
Audio Danilo Muscarà
Trucco Gohar Sargsyan
con Sargis Galstyan (Garcin), Eleonora Scopelliti (Estelle), Marine Galstyan (Ines), Lorenzo Girolami (Il Cameriere), Vittoria Rossi (Olga), Federica Biondo (Moglie di Garcin), Lorenzo Zaffagnini (Rojen)

In scena al Teatro Cometa Off dal 13 al 18 novembre 2018

Voto: 6 su 10

Un uomo e due donne all’inferno. Una stanza buia con tre sedie e un cancello dal quale si affaccia solo, di tanto in tanto, un cerimonioso traghettatore di anime. Tre persone a condividere un breve perimetro che subito si fa terreno di battaglia per i suoi occupanti, luogo di malcontento nel quale ciascuno dei protagonisti svela il proprio malanimo nei confronti degli altri reclusi, e poco a poco confessa le meschinità commesse nell’esistenza appena terminata.

“Un autunno di fuoco” di Eric Coble, uno spettacolo di Marcello Cotugno, la recensione

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La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

UN AUTUNNO DI FUOCO
da “The velocity of autumn” di Eric Coble

con Milena Vukotic e Maximilian Nisi
scene Luigi Ferrigno
costumi Andrea Stanisci
luci Bruno Guastini
aiuto regia Martina Gargiulo
assistente scenografo Sara Palmieri
musiche a cura di Marcello Cotugno
regia di Marcello Cotugno

In scena al Teatro Ghione di Roma fino al 25 novembre 2018

Voto: 7½ su 10

Di Un autunno di fuoco, una raffinata commedia crepuscolare dell’angloamericano Eric Coble, resta addosso la dimensione intima restituita dalla recitazione splendidamente misurata di Milena Vukotic. La piccola grande signora delle scene italiane interpreta Alexandra, un’anziana possidente di un’appartamento newyorkese, con vista su un meraviglioso albero dalle fronde ambrate; vedova ormai da anni e con una folla di avvoltoi a darle fiato sul collo, la signora si è barricata in casa con una serie di bombe molotov e la minaccia di farsi esplodere se ancora qualcuno tentasse di buttarla fuori dal nido in cui ha vissuto per ben 45 anni. Un estremo tentativo di allontanarla dal suo microcosmo le arriva dal figlio minore Christopher (Maximilian Nisi), redivivio dopo quasi due decenni di assenza: piombatole in soggiorno direttamente dalla finestra, il ragazzo ce la metterà tutta per far cambiare idea alla madre, intavolando con lei una strana guerra di ricordi, recriminazioni e scelte condivise. Lo scontro si trasformerà ben presto in un incontro di libertà.

“Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, uno spettacolo di Guglielmo Ferro, la recensione

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Arca Azzurra Teatro, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e ABC Produzioni presentano
Daniele Pecci
con Rosario Coppolino e con Maria Rosaria Carli in
IL FU MATTIA PASCAL
di Luigi Pirandello
adattamento di Daniele Pecci
e con Giovanni Maria Briganti, Adriano Giraldi, Diana Höbel, Marzia Postogna e Vincenzo Volo
scene Salvo Manciagli
costumi Françoise Raybaud
musiche Massimiliano Pace
regia Guglielmo Ferro

In scena al Teatro Quirino di Roma fino al 18 novembre 2018

Voto: 6 su 10

Da un capolavoro letterario che non ha certo bisogno di presentazioni, l’ottimo Daniele Pecci ricava una riduzione teatrale non più che corretta e indolore. Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, nell’adattamento dell’attore romano e con la regia fin troppo essenziale, per non dire statica, di Guglielmo Ferro, soffre soprattutto l’inevitabile corto circuito del romanzo trasformato in copione e trapiantato sulle assi del teatro. Non di rado, l’esperimento ha dato i suoi frutti, specie se è l’autore stesso a rimaneggiare la sua creatura per renderle confortevoli le insidie della platea (recentemente è stato il caso de La guerra dei Roses di Warren Adler), altre volte il responso è stato più crudele. Nel caso di un autore cult come Pirandello, la faccenda si fa ancora più delicata, perchè legittimamente sorge il dubbio sull’utilità di una trasposizione teatrale di un romanzo, tra l’altro tra i più letti e studiati di sempre, pensato e strutturato come tale da una delle più grandi personalità letterarie del Novecento che, invero, tanto ha dato proprio all’arte del teatro.

“Cantico dei Cantici”, uno spettacolo adattato, diretto e interpretato da Roberto Latini, la recensione

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CANTICO DEI CANTICI

adattamento e regia Roberto Latini

musiche e suoni Gianluca Misiti (Premio Ubu 2017 ‘Miglior progetto sonoro o musiche originali’)
luci e tecnica Max Mugnai
con Roberto Latini (Premio Ubu 2017  ‘Miglior attore o performer’)
organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna

Andato in scena al Teatro Arena del Sole di Bologna

Voto: 8 su 10

È l’urgenza della parola, è il suo divenire, attraverso il corpo dell’attore, materia, suono, respiro, è il suo prendere vita ed esondare in uno spazio scenico per travolgere lo spettatore che rimane attaccato alla sedia senza respiro, travolto da un’ondata di sensazioni ed emozioni: questo è “Il Cantico dei Cantici” di Roberto Latini, andato in scena all’Arena del Sole di Bologna. Un mix perfetto in cui la performance del poliedrico e affascinante attore (vincitore del premio Ubu 2017 come miglior attore e performer proprio per questa pièce) si miscela con le bellissime musiche e suoni di Gianluca Misiti (anche lui vincitore del premio Ubu come miglior progetto sonoro e musiche originali), una gamma di suoni che va da Raffaella Carrà ai Placebo alle note di Ennio Morricone, e con le parole di uno dei testi più antichi e carnali della Bibbia.

“Chi la fa… la spettini!” di Sergio Iovane e Mario Moretti, uno spettacolo di Paolo Mellucci

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CHI LA FA… LA SPETTINI!

di Sergio Iovane e Mario Moretti

con Angela Melillo, Gabriele Marconi, Silvia Bruni, Ugo Cerretti, Sharazad Cioffi, Michela Fontana, Domiziana Loiacono, Valentina Mauro, Valeria Palmacci, Cinzia Scaglione
Scene Ugo Cerretti e Valentina Mauro
Coreografie Valeria Palmacci
Trucco e parrucco Barbara Ninetti
Luci e fonica Andrea Bruno
Costumi Emiliana Di Rubbio
Direttore di scena Mariella Mariani
Aiuto regia Dalila Aprile
Regia di Paolo Mellucci

In scena al Teatro delle Muse di Roma fino al 21 ottobre

Voto: 6½ su 10

Il buon umore, di questi tempi, è merce rara e ricercata, specie a teatro. Se non si ride non si sbiglietta, e le direzioni artistiche corrono ai ripari come meglio possono. Capita, così, di ritrovare due volti televisivi di assoluta piacevolezza come Angela Melillo e Gabriele Marconi, attorniati da tanti bravi caratteristi e al centro di una storiella lieve come una bolla di sapone, fatta di equivoci, scambi di persona, corteggiamenti, furtarelli e qualche lambicco sociologico (mannaggia ai social…).