Category Archives: Cinema

“Il tuo ultimo sguardo”, un film di Sean Penn, la recensione

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Il tuo ultimo sguardo (The Last Face, Usa, 2016) di Sean Penn con Charlize Theron, Javier Bardem, Adèle Exarchopoulos, Jared Harris, Jean Reno, Hopper Penn

Sceneggiatura di Erin Dignam

Drammatico, 2h 11’, 01 Distribution, in uscita il 29 giugno 2017

Voto: 4 su 10

L’ultimo film di Sean Penn, Il tuo ultimo sguardo, è sintomatico dell’incolmabile distanza che passa tra le buone intenzioni e il risultato finale quando Hollywood si intestardisce a voler sensibilizzare gli spettatori su temi quanto mai complessi come quelli che attanagliano da decenni i paesi africani decolonizzati. Nell’impossibilità di voler approfondire le cause alla base del problema, il cinema americano (ma non è il solo) non di rado preferisce raccontare la faccia buona degli aiuti umanitari provenienti dall’occidente colto, benestante e lontano anni luce dalle dinamiche interne che scuotono quella offesa civiltà.

“2:22 – Il destino è già scritto”, un film di Paul Currie, la recensione

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2:22 – Il destino è già scritto (2:22, Australia/Usa, 2017) di Paul Currie con Michiel Huisman, Teresa Palmer, Sam Reid, Duncan Ragg, Remy Hii, Maeve Dermody, Simone Kessell, Kerry Armstrong

Sceneggiatura di Todd Stein, Nathan Parker

Fantasy, 1h 39’, Notorious Pictures, in uscita il 29 giugno 2017

Voto: 6 su 10

Il protagonista di 2:22 – Il destino è già scritto è il bellissimo attore olandese Michiel Huisman, lo stesso che due anni fa fece capitolare milioni di spettatrici che lo ammirarono nel melenso Adaline – L’eterna giovinezza e che continuano a bramarne le doti, nel ruolo di Daario Naharis, nella serie tv cult Il trono di spade. I territori di genere in cui il film si pone sono quelli della fiaba sentimentale con pesanti commistioni di thriller soprannaturale, una mescolanza sempre più in voga negli ultimi anni.

“Codice criminale”, un film di Adam Smith, la recensione

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Codice criminale (Trespass Against Us, GB, 2016) di Adam Smith con Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Rory Kinnear, Lyndsey Marshal, Sean Harris, Killian Scott

Sceneggiatura di Alastair Siddons

Drammatico, 1h 38’, Videa, in uscita il 28 giugno 2017

Voto: 5½ su 10

La presenza di un attore come Michael Fassbender desta sempre interesse, anche in un film che si cerca di spacciare come un action movie adrenalinico. In realtà questo Codice criminale è un gravoso dramma familiare che analizza uno spaccato poco affrontato dalla cinematografia contemporanea, le comunità nomadi inglesi. Lo sceneggiatore e produttore Alastair Siddons ha preso spunto dalla storia vera di un clan accusato di vari crimini commessi ai margini della periferia britannica, e l’esordiente regista Adam Smith ha portato sullo schermo questa ispirazione, con la collaborazione di attori superbi e le musiche originali dei Chemical Brothers.

“Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore”, un film di Robin Pront, la recensione

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Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore (D’Ardennen, Belgio, 2015) di Robin Pront con Kevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck

Sceneggiatura di Jeroen Perceval, Robin Pront

Drammatico, 1h 32’, Satine Film, in uscita il 29 giugno 2017

Voto: 7 su 10

In patria ha fatto sensazione, tanto da essere stato prescelto per rappresentare il Belgio nella corsa all’Oscar come miglior film straniero, anche se nella cinquina finale non ci è arrivato. Esce ora da noi Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore, in un periodo in cui è più facile che film scomodi e disperati come questo passino inosservati. Merita di essere visto, cautamente metabolizzato e, infine, apprezzato quest’esordio promettente di Robin Pront, regista di cortometraggi poco più che trentenne, che dirige per il grande schermo l’adattamento dell’omonima pièce teatrale di Jeroen Perceval, anche sceneggiatore e interprete principale del film.

“Civiltà perduta”, un film di James Gray, la recensione

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Civiltà perduta (The lost city of Z, Usa, 2017) di James Gray con Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland, Angus MacFadyen, Edward Ashley, Clive Francis, Ian McDiarmid, Franco Nero

Sceneggiatura di James Gray, tratta dal romanzo “Alla ricerca di Z La città perduta” (ed. Tea, coll. Teadue)

Avventura/biografico, 2h 20’, Eagle Pictures/Leone Film Group, in uscita il 22 giugno 2017

Voto: 5½ su 10

C’è quasi da dispiacersi per il “povero” Charlie Hunnam, che incappa nel secondo flop consecutivo – dopo il risibile e bruttissimo King Arthur di Guy Ritchie – oggi protagonista di un film debolmente drammatico, esasperantemente lungo e, soprattutto, di scarsa compattezza narrativa.

Lo sguardo del regista James Gray ci racconta la storia del maggiore Percy Fawcett, che agli inizi del ‘900 venne assoldato dalla Royal Geographical Society di Londra per mappare il confine tra Brasile e Bolivia; partito per la giungla amazzonica e sopravvissuto fortunosamente ad una prima spedizione colma di pericoli, spenderà il resto della vita alla ricerca di una leggendaria civiltà scomparsa, da lui denominata “Z”, sacrificando sull’altare della sua ossessione anche le più strette relazioni familiari.

“Una doppia verità”, un film di Courtney Hunt, la recensione

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Una doppia verità (The whole truth, Usa, 2016) di Courtney Hunt con Keanu Reeves, Renée Zellweger, James Belushi, Gabriel Basso, Gugu Mbatha-Raw

Sceneggiatura di Nicholas Kazan

Thriller, 1h 33’, Videa, in uscita il 15 giugno 2017

Voto: 5 su 10

Saldo estivo già abbondantemente distribuito in home video nel resto del mondo, Una doppia verità segna il ritorno del legal thriller sul grande schermo dopo un lungo periodo di assenza. Ricomparsa non delle migliori per un genere che, al suo interno, può vantare titoli che hanno fatto la storia (da Testimone d’accusa di Wilder ad Anatomia di un omicidio di Preminger, solo per citarne due), e tutt’altro che una conferma per la regista Courtney Hunt, premiatissima otto anni fa per il suo debutto, Frozen River con Melissa Leo.

“Wonder Woman”, un film di Patty Jenkins, la recensione

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Wonder Woman (id, Usa, 2017) di Patty Jenkins con Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Saïd Taghmaoui, Ewen Bremner, Eugene Brave Rock, Lucy Davis, Elena Anaya

Sceneggiatura di Allan Heinberg, basato sul personaggio DC Wonder Woman creato da William Moulton Marston

Avventura, 2h 01’, Warner Bros. Pictures, in uscita il 1 giugno 2017

Voto: 5½ su 10

Erano in molti ad attendere l’uscita in sala di quest’ultimo cinecomic targato DC: il primo interamente dedicato ad un’eroina femminile e il primo, in aggiunta, ad essere diretto da una donna. Chi segue il genere – fortunato al botteghino ma vituperato dai critici (tutti i film prodotti dopo “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan hanno costantemente deluso le aspettative) – ben conosce il marchio di fabbrica che i blockbuster tratti dai comic books di questa casa editrice portano con sé: supereroi dagli animi oscuri, dark come i film dei quali sono protagonisti, che combattono, in grandeur hollywoodiana, per risolvere dilemmi di natura etico-esistenziale.

“Tutto quello che vuoi”, un film di Francesco Bruni, la recensione

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Tutto quello che vuoi (Italia, 2017) di Francesco Bruni con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Donatella Finocchiaro, Arturo Bruni, Emanuele Propizio, Antonio Gerardi, Raffaella Lebboroni, Andrea Lehotska, Riccardo Vitiello, Carolina Pavone

Sceneggiatura di Francesco Bruni, dal romanzo “Poco più di niente” di Cosimo Calamini (ed. Garzanti)

Commedia, 1h 46’, 01 Distribution, in uscita il 18 maggio 2017

Voto D’Errico: 6½ su 10
Voto Ozza: 8 su 10

Francesco Bruni è uno dei migliori sceneggiatori cinematografici e televisivi italiani della nostra epoca, a lui si devono i copioni di Montalbano e di alcuni dei più grandi successi di pubblico e critica in sala, da La prima cosa bella a Il capitale umano, passando per le collaborazioni con Ficarra e Picone. Tutto quello che vuoi, liberamente ispirato al romanzo “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, è la sua terza prova registica dopo l’exploit con l’apprezzatissimo Scialla! e il meno compreso Noi 4. Ancora una volta, il suo cinema conferma la volontà e soprattutto il bisogno assoluto di raccontare la comunanza, così lontana eppure così vicina, tra vecchie e nuove generazioni. Questa volta però, a dispetto che in passato, lo fa con meno coesione narrativa, al netto di un peso e un significato morale che supera le pur encomiabili intenzioni delle due opere precedenti.

“The Dinner”, un film di Oren Moverman, la recensione

Steve Coogan as Paul Lohman, Richard Gere as Stan Lohman, Rebecca Hallas Katelyn Lohman, and Laura Linney as Claire Lohnman in THE DINNER. Photo courtesy of The Orchard.

The Dinner (id, Usa, 2017) di Oren Moverman con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall, Chloë Sevigny, Charley Plummer

Sceneggiatura di Oren Moverman dal romanzo “La cena” di Herman Koch (ed. Neri Pozza, coll. Bloom)

Drammatico, 2h, Videa, in uscita il 18 maggio 2017

Voto: 4 su 10

Non è la prima volta che il best seller “La cena” (2009), dell’olandese Herman Koch, viene trasposto per il grande schermo: la prima in patria col da noi inedito Het Diner, la seconda in Italia col titolo I nostri ragazzi, un film imperfetto e poco compreso, diretto da Ivano De Matteo e interpretato da Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio e Barbara Bobulova. Stavolta è il regista americano di origini israeliane Oren Moverman a confrontarsi con un testo estremamente complesso ed emblematico dei nostri tempi, dolorosamente capace di porre dilemmi morali difficili da risolvere.

“Sette minuti dopo la mezzanotte”, un film di J. A. Bayona, la recensione

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Sette minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls, Spagna/GB/USA, 2016) di Juan Antonio Bayona con Sigourney Weaver, Felicity Jones, Lewis MacDougall, Toby Kebell, Liam Neeson, Geraldine Chaplin, Ben Moor

Sceneggiatura di Patrick Ness, basato sull’omonimo romanzo, da un’idea originale di Siobhan Dowd

Drammatico, 1h 48′, 01 Distribution/Leone Film Group, in uscita il 18 maggio 2017

Voto: 7½ su 10

C’è un mostro nella vita del dodicenne Conor O’Malley che tormenta le sue notti, causandogli incubi spaventosi, e che minaccia di cambiare definitivamente il corso della sua esistenza: quel mostro non è l’enorme albero che viene a parlargli sette minuti dopo la mezzanotte, ma il ben più reale tumore che sta spegnendo la vita di sua madre.