Category Archives: Cinema

“Personal Shopper”, un film di Olivier Assayas, la recensione

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Personal Shopper (id, Francia, 2016) di Olivier Assayas con Kristen Stewart, Lars Eidinger, Sigrid Bouaziz, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten

Sceneggiatura di Olivier Assayas

Thriller, 1h 45’, Academy Two, in uscita il 13 aprile 2017

Voto: 6½ su 10

Quante ambizioni, troppe, nel cinema di Olivier Assayas. Si sconfina nella pretenziosità ed è un peccato, perché il regista francese sa bene come distillare turbamenti e angosce nello spettatore. Come per il precedente Sils Maria, anche questo Personal Shopper pecca di una fredda psicanalisi a senso unico, diluita in un bizzarro thriller cerebrale dalle atmosfere paranormali, completamente sostenuto dalla recitazione nevrotica e sofferta della brava Kristen Stewart.

“Boston – Caccia all’uomo”, un film di Peter Berg, la recensione

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Boston – Caccia all’uomo (Patriots day, USA, 2016) di Peter Berg con Mark Wahlberg, Melissa Benoist, Michelle Monaghan, Kevin Bacon, John Goodman, J.K. Simmons, Rachel Brosnahan, Michael Beach, Alex Wolff, Themo Melikidze

Sceneggiatura di Peter Berg, Matt Cook e Joshua Zetumer

Drammatico,  2h 13’, 01 Distribution, in uscita il 20 aprile 2017

Voto: 4 su 10

Parafrasando il titolo originale di quest’ultimo lavoro del regista Peter Berg, meglio sarebbe stato chiamare il film “Patriot movie”, anziché “Patriots Day”, a sottolineare, fin dal titolo, la ragion d’essere di una pellicola che intende indicare negli ideali di fratellanza e di amore gli antidoti a quelle forme di terrorismo che ricercano vittime nei comuni cittadini, colpiti a caso per vendetta geopolitica, “religione” o risentimenti di non meglio precisata provenienza.

“Ghost in the Shell”, un film di Rupert Sanders, la recensione

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Ghost in the Shell (id, Usa, 2017) di Rupert Sanders con Scarlett Johansson, Michael Carmen Pitt, Juliette Binoche, Takeshi Kitano, Pilou Asbæk, Chin Han, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Peter Ferdinando

Sceneggiatura di Jamie Moss, William Wheeler, Ehren Kruger dal manga omonimo di Masamune Shirow (1989) e anime di Mamoru Oshii (1995)

Fantascienza, 1h 46’, Universal Pictures International Italy, in uscita il 30 marzo 2017

Voto: 6½ su 10

Non era impresa facile tradurre per il mezzo cinematografico il manga cult di Masamune Shirow del 1989, a sua volta divenuto anime nel 1995 grazie a Mamoru Oshii. La Dreamworks di Spielberg ne aveva già acquistato i diritti da anni, ma venire a capo della sceneggiatura si è rivelato più complesso del previsto. Ci ha provato Rupert Sanders a portare in forma live action l’universo fantascientifico di Ghost in the Shell, non senza attirare sin da subito forti scetticismi, affatto infondati. Il primo imputerebbe al progetto l’accusa di whitewashing, ossia l’aver “occidentalizzato” il personaggio principale, quello di Motoko Kusanagi, che nel film diventa il Maggiore Mira Killian, interpretato da Scarlett Johansson; il secondo getta un dubbio proprio sulla scelta del regista, un acerbo confezionatore di blockbuster (Biancaneve e il cacciatore) forse troppo lontano dalle cupe riflessioni delle pagine di Shirow.

“Life – Non oltrepassare il limite”, un film di Daniel Espinosa, la recensione

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Life – Non oltrepassare il limite (Life, Usa, 2017) di Daniel Espinosa con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare, Olga Dihovichnaya

Sceneggiatura di Paul Wernick, Rhett Reese

Fantascienza, 1h 43’, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 23 marzo 2017

Voto: 6 su 10

A dispetto del titolo, di evocativa umanista pur nella sua genericità, Life – Non oltrepassare il limite si rivela il più classico degli horror spaziali. Sia chiaro, non è necessariamente un demerito, ma l’essere sfuggiti in maniera così categorica a ogni suggestione autoriale, su un tema come quello delle nuove forme di vita oltre a quella terrestre che da sempre interroga il genere fantascientifico, rappresenta comunque un’occasione persa.

“Slam – Tutto per una ragazza”, un film di Andrea Malaioli, la recensione

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SLAM – Tutto per una ragazza (id, Italia, 2017) di Andrea Malaioli con Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli, Gianluca Broccatelli, Pietro Ragusa, Fiorenza Tassari

Sceneggiatura di Francesco Bruni, Ludovica Rampoldi, Andrea Molaioli dal romanzo “Tutto per una ragazza” di Nick Hornby (ed. Guanda)

Commedia, 1h 40’, Universal Pictures International Italy, in uscita il 23 marzo 2017

Voto: 5 su 10

Non è la prima volta che un romanzo di Nick Hornby viene riadattato in Italia, era già successo qualche anno fa col traumatico È nata una star? di Lucio Pellegrini. Il risultato raggiunto da Andrea Malaioli con Slam – Tutto per una ragazza, al contrario, non è del tutto da dimenticare. Certo, assistiamo ancora una volta a una banalizzazione immeritevole di un percorso di crescita che l’autore inglese aveva così ben incastrato nel contesto sociale londinese: il regista de La ragazza del lago e Il gioiellino, insieme ai suoi sceneggiatori, trasporta l’intera vicenda a Roma, senza prendere nessuna posizione netta.

“Loving”, un film di Jeff Nichols, la recensione

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Loving (id, Usa/Gran Bretagna, 2016) di Jeff Nichols con Ruth Negga, Joel Edgerton, Marton Csokas, Nick Kroll, Terri Abney, Alano Miller, Jon Bass, Michael Shannon

Sceneggiatura di Jeff Nichols, parzialmente basata sul documentario The Loving story di Nancy Buirsky

Drammatico, 2h 03’, Cinema di Valerio De Paolis, in uscita il 16 marzo 2017

Voto: 7½ su 10

Richard e Mildred si sposarono il 2 giugno del 1958, entrambi giovanissimi: 25 anni lui, 19 lei, già in attesa del primo figlio. A poco più di un mese di distanza da quelle nozze, lo sceriffo del distretto di Central Point avrebbe fatto irruzione nell’abitazione privata dei coniugi Loving per coglierli in flagranza di reato: dividevano lo stesso letto ed erano quindi rei, per le leggi dello Stato, di aver violato le normative razziali che vietavano i matrimoni misti.

“Elle”, un film di Paul Verhoeven, la recensione

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Elle (id, Francia/Germania, 2016) di Paul Verhoeven con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira, Judith Magre, Christian Berkel, Jonas Bloquet

Sceneggiatura di David Birke, dal romanzo “Oh” di Philippe Djian

Drammatico, 2h 10′, Lucky Red, in uscita il 23 marzo 2017

Voto: 5 su 10

Se, per ipotesi, l’ideazione di un film fosse inserita nella rosa dei test psicologici proiettivi e, per tanto, il prodotto finale venisse analizzato da uno specialista e, poi, interpretato per giungere a conoscenza del soggetto che lo ha creato, il quadro delineante la personalità di Paul Verhoeven riserverebbe, probabilmente, delle sconcertanti sorprese. La sua ultima fatica Elle, infatti, induce a pensare che il girone infernale dantesco nel quale si viene trascinati, non sia soltanto il racconto di una storia, quanto piuttosto una personale e turbante concezione dell’essere umano e del suo malsano rapportarsi con ciò che lo circonda. O forse no. Forse il regista ha semplicemente intuito che edificare una moderna Gomorra, eliminando però le bibliche “dieci persone giuste”, avrebbe garantito alla pellicola clamore e risonanza mediatica. Nella sua, ormai, famigerata vocazione provocatoria e nel suo sbandierato disprezzo per una morale che definisce “borghese”, il cineasta olandese reinterpreta il controverso romanzo “Oh…” di Philippe Djian, rendendo ancora più contorto un testo già di per sé sufficientemente spinoso.

“La bella e la bestia”, un film di Bill Condon, la recensione

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 La bella e la bestia (Beauty and the Beast, Usa, 2017) di Bill Condon con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McKellen, Emma Thompson, Audra McDonald, Gugu Mbatha-Raw, Hattie Morahan

Sceneggiatura di Stephen Chbosky, Evan Spiliotopoulos

Fantasy, 2h 09’, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 16 marzo 2017

Voto: 7 su 10

Continua la moda delle rivisitazioni live action dei classici animati della Disney, dopo le sortite non troppo felici di Tim Burton con Alice in Wonderland e di Kenneth Branagh con Cenerentola (della Jolie di Maleficent meglio tacere). Tocca ora a Bill Condon, il regista del meraviglioso e dimenticato Demoni e dei e del musical sulle Supremes Dreamgirls, riportare sul grande schermo la magia di uno dei film d’animazione più amati dell’inossidabile casa di produzione, La bella e la bestia del 1991, diretto da Kirk Wise e Gary Trousdale con musiche di Alan Menken e canzoni di Howard Ashman, straordinario successo di pubblico e primo caso della storia di cartone animato a concorrere per l’Oscar come Miglior Film dell’anno.

“La luce sugli oceani”, un film di Derek Cianfrance, la recensione

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La luce sugli oceani (The Lights Between Oceans, Usa, 2016) di Derek Cianfrance con Michael Fassbender, Alicia Vikander, Rachel Weisz, Jack Thompson, Bryan Brown

Sceneggiatura di Derek Cianfrance, dal romanzo omonimo di M.L. Stedman (ed. Garzanti)

Sentimentale, 2h 12’, Eagle Pictures, in uscita l’8 marzo 2017

Voto: 6½  su 10

C’era una volta il melò per signore (che i mariti hanno sempre apprezzato), spregiativamente definito dai critici più insolenti “polpettone”, un genere che ha fatto la storia del cinema con autori come Mervyn Le Roy e Douglas Sirk e che ha lanciato nell’olimpo del divismo attori come Gregory Peck, Greer Garson e Jane Wyman. Un tempo vituperato ma nobile d’animo, oggi pressoché dimenticato dall’industria cinematografica, ce lo riporta in sala (e in concorso a Venezia 73, dove è stato subissato di fischi) Derek Cianfrance, che già aveva fatto capire di amare questa tipologia di narrazione, declinata in chiave contemporanea e assai intima nei precedenti Blue Valentine e Come un tuono.

“Bleed – Più forte del destino”, un film di Ben Younger, la recensione

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Bleed – Più forte del destino (Bleed for this, Usa, 2016) di Ben Younger con Miles Teller, Aaron Eckhart, Katey Sagal, Ted Levine, Ciarán Hinds, Christine Evangelista

Sceneggiatura di Ben Younger

Biografico, 1h 56′, Notorious Pictures, in uscita l’8 marzo 2017

Voto: 6½ su 10

Ben Younger è un giovane regista e sceneggiatore (classe 1973) che ci piacerebbe vedere più spesso all’opera. Con soli tre film all’attivo è riuscito a chiarire una precisa cifra stilistica che forse non creerà proseliti ma che certamente può dirsi originale e interessante. Si pensi al suo ultimo Bleed – Più forte del destino, biopic sulla vita ai limiti dell’incredibile del pugile Vinny Pazienza: in quasi due ore di spettacolo ottimamente sceneggiato, ciò che colpisce in positivo è il tentativo di revitalizzare un genere francamente obsoleto e inamovibile dai suoi rigidi schemi come quello sportivo, specie se legato alla boxe.