“Boston – Caccia all’uomo”, un film di Peter Berg, la recensione

oriyetge

Boston – Caccia all’uomo (Patriots day, USA, 2016) di Peter Berg con Mark Wahlberg, Melissa Benoist, Michelle Monaghan, Kevin Bacon, John Goodman, J.K. Simmons, Rachel Brosnahan, Michael Beach, Alex Wolff, Themo Melikidze

Sceneggiatura di Peter Berg, Matt Cook e Joshua Zetumer

Drammatico,  2h 13’, 01 Distribution, in uscita il 20 aprile 2017

Voto: 4 su 10

Parafrasando il titolo originale di quest’ultimo lavoro del regista Peter Berg, meglio sarebbe stato chiamare il film “Patriot movie”, anziché “Patriots Day”, a sottolineare, fin dal titolo, la ragion d’essere di una pellicola che intende indicare negli ideali di fratellanza e di amore gli antidoti a quelle forme di terrorismo che ricercano vittime nei comuni cittadini, colpiti a caso per vendetta geopolitica, “religione” o risentimenti di non meglio precisata provenienza.

locandina (1)Boston – Caccia all’uomo racconta quanto accadde il 15 aprile 2013, quando Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, due fratelli ceceni, rispettivamente di 26 e 19 anni, lasciarono esplodere due bombe artigianali tra la folla che acclamava gli atleti all’arrivo dell’annuale maratona cittadina, provocando il decesso di tre persone, tra le quali un bambino di 8 anni, e il ferimento di numerosi altri innocenti.

Scegliendo un approccio empatico – seguiamo il risveglio e l’avvio della giornata delle future vittime – il film pone immediatamente le basi per la costruzione di un patemico action movie: all’attentato seguirà infatti l’organizzazione tanto della macchina dei soccorsi quanto di quella dell’identificazione e della successiva cattura dei due attentatori, nel corso di un’adrenalinica ricerca durata diversi giorni.

Fughe, inseguimenti, conflitti a fuoco: l’anima action del film è la parte meglio riuscita di una pellicola altrimenti scialba e inefficace proprio nel suo disperato tentativo di suscitare ad ogni costo empatia verso le vittime toccate dalla tragedia.

Meglio sarebbe stato evitare didascalici pistolotti esplicativi sulla bontà del genere umano (per giunta affidati ad un attore inespressivo come Mark Wahlberg) capace di reagire nei momenti di maggior dolore, e di certo omettere sequenze ridicole – il lancio del martello alle forze di polizia durante il conflitto armato con i terroristi – a sottolineare ulteriormente l’atteggiamento con il quale i cittadini di Boston fecero quadrato accanto ai tutori dell’ordine.

Un tributo scolastico alle vittime dell’attentato che colpì la città di Boston che si concretizza in un film del tutto dimenticabile.

Marco Moraschinelli

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>