“Blue Valentine” non è un film da vedere a San Valentino

Blue-Valentine

Blue Valentine (id, Usa, 2010) di Derek Cianfrance con Michelle Williams, Ryan Gosling, Mike Vogel, John Doman, Ben Shekman.

Sceneggiatura: Derek Cianfrance, Joey Curtis e Cami Delavigne

Drammatico, 1h 54′, in uscita il 14 febbraio 2013

Voto: 6½ su 10

In ogni storia d’amore c’è una lei, la nostra si chiama Cindy, poi c’è anche un lui, si chiama Dean. Si incontrano per caso in un ospizio e lui comincia a corteggiarla, la vuole, senza sapere perché, dal primo momento è consapevole che lei sia tutto ciò che desidera. Lei si lascia sedurre e conquistare dal romanticismo e dal cuore buono di questo giovanotto semplice ma con tanti talenti. Magari non ha finito il liceo, ma per lei farebbe qualunque cosa, anche accollarsi una figlia che forse non è sua.


Blue_Valentine_poster_italianoMa le storie d’amore finiscono anche. Dopo sette anni di alti e bassi la nostra Cindy si rende conto che non può più stare accanto a Dean, che seppur innamorato non è in grado di darle ciò di cui ha bisogno.
Non è la classica storia di San Valentino ed è quasi ironico che la data di uscita in Italia (con tre anni di ritardo) sia proprio quella della festa degli innamorati. Si parla di un divorzio, certo si ripercorrono le tappe della storia di questa coppia ma ci si focalizza anche su quello che è andato storto.
La visione alterna il passato e il presente avvalendosi di due differenti stili visivi, il 16mm per raccontare il tempo che fu e il digitale ad alta definizione per il presente: i due periodi sono così nettamente marcati, il contrasto non fa che accrescere lo stupore e il malessere per quell’entusiasmo iniziale finito in un totale disincanto.
Bella la performance dei due protagonisti: Michelle Williams ottenne una candidatura agli oscar per questa parte e non è difficile capirne il motivo data la varietà emotiva della sua interpretazione. Un po’ meno coinvolgente Ryan Gosling il cui personaggio stimola un rapporto di amore e odio basato principalmente sulla sua involuzione.
Bellissimi i titoli di coda che legandosi al quattro di luglio ed ai classici fuochi che accompagnano la festa dell’Indipendenza americana illuminano le foto della coppia.
Nel complesso è un buon film, forse troppo crudo però, non privo di poesia, ma privo di quei versi che l’avrebbero reso anche nella malinconia una classica pellicola romantica.

Maddalena Mannino

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