“Blood”, i demoni della colpa nel thriller di Nick Murphy

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Blood (id, GB, 2013) di Nick Murphy, con Paul Bettany, Stephen Graham, Mark Strong, Brian Cox, Ben Crompton, Zoe Tapper, Natasha Little

Sceneggiatura di Bill Gallagher

Thriller, 1h 40’, Notorious Pictures, in uscita il 27 giugno 2013

Voto D’Errico: 6 su 10

Voto Di Giacomantonio: 6½ su 10

Un film grave di pioggia e lacrime, di insolvibili sospetti e dolorosi sensi di colpa, ambientato in un (non) luogo fisico di sconfinato grigiore. Dopo 1921 – Il mistero di Rokford, il regista britannico Nick Murphy torna al cinema con l’adattamento di una serie televisiva di successo in patria, Conviction.

Blood_locandinaL’assassinio di una ragazzina di quindici anni porta la polizia di una cittadina costiera inglese a indagare su un mentecatto (Crompton) con precedenti per molestie. Convinti della colpevolezza dell’uomo, ma in mancanza di prove certe, i due agenti e fratelli Joe (Bettany) e Chrissie (Graham) Fairburn cercano di ottenere una confessione usando le maniere forti, ma il primo perderà il controllo, uccidendo il presunto omicida. Nascosto il cadavere, spunta il vero assassino, e sui due piomba il peso del senso di colpa. Intanto, un loro collega (Strong) indaga sull’improvvisa scomparsa dell’indagato iniziale.

Più che un thriller, il film è un ponderoso drammone psicologico con un serrato studio di caratteri familiari sotto pressione emotiva. La suspence c’è, ma è tutta per i rovelli interiori dei protagonisti, angosciati da un onta di sangue che non si può pulire.

La sceneggiatura, però, fa spreco di dialoghi sentenziosi ed eccede in ridondanze e forzature, quasi a rendere il film un lungo piagnisteo dal finale già scritto. Fortunatamente Murphy sfrutta al meglio la location desolata e fradicia, e dirige  con fermezza un gruppo di attori di grande intensità.

 Giuseppe D’Errico

 

film-blood-di-nick-murphy-300x199Una giovane ragazza viene brutalmente assassinata. Ad occuparsi del caso Joe e Chrissie Fairburn, due fratelli che hanno seguito le orme del padre Lenny, per anni capo del Dipartimento della Polizia Investigativa di cui ora fanno parte.

Le accuse ricadono subito su Jason Buliegh, ragazzo mentalmente instabile già condannato precedentemente per molestie. Quando Jason viene rilasciato per insufficienza di prove, i due fratelli proseguono le indagini su di lui e decidono di farsi giustizia da soli uccidendolo e facendo perdere le sue tracce.

Un susseguirsi di bugie ai colleghi, alle famiglie porterà i due a crollare pian piano fino all’inevitabile verità. Una macchia indelebile – di sangue – che ormai segna le loro esistenze.

Un thriller psicologico poco convincente. La suspance – tipica del genere – viene troppo spesso a mancare, ed insieme ad essa i colpi di scena.

Paul BettanyDi certo, la cosa che colpisce di più è l’impatto psicologico dell’indagine, piuttosto che l’indagine in sé. Lo tzunami emozionale di chi commette un crimine pur essendo dalla parte dei buoni.

Un film senza infamia e senza lode quello di Nick Murphy, condito da una bellissima fotografia firmata George Richmond, noto per le sue collaborazioni con Spielgerg, Stone e Allen.

Angela Di Giacomantonio

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