“Blancanieves”, la fiaba rivive, muta e in terra ispanica

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Blancanieves (id, Spagna, 2012) di Pablo Berger, con Macarena Garcia, Maribel Verdu’, Angela Molina, Daniel Gimenez Cacho, Sofia Oria

Sceneggiatura di Pabro Berger, liberamente ispirato alla favola di “Biancaneve” dei fratelli Grimm

Drammatico, 104 minuti, Movies Inspired, al cinema dal 31 ottobre 2013

Voto 8 su 10

La principessa dei fratelli Grimm continua ad essere fonte di ispirazione per i registi. Dopo i “successi” di Tarsem Singh e Rupert Sanders, che sul grande schermo, la scorsa stagione, hanno portato rispettivamente Biancaneve e Biancaneve e il cacciatore con le matrigne piu’ belle della storia – Julia Roberts e Charlize Theron – è la volta di Pablo Berger e della sua ispanica Blancanieves.

Blancanieves_cover_uAmbientato nella Spagna del 1920, la leggendaria Biancaneve che ci regala Berger è tutto forché un personaggio da fiaba. Realizzato esattamente come un film muto degli anni ’20, la sua forza espressiva è talmente possente da far pensare che sia proprio un film di quel periodo.

Il famoso matador Antonio Villalta (Daniel Gimmenez Cacho) viene ferito gravemente durante una corrida, la sua adorata moglie, colta per lo spavento dalle doglie muore dopo aver dato alla luce una bambina a cui viene dato il nome di Carmen. A trarre beneficio dalla situazione la crudele Encarna (Maribel Verdu’) , ex infermiera di Villalta, interessata solo al denaro del matador. La bambina intanto cresce accudita dalla nonna materna fino alla sua morte nel giorno della comunione della piccola. Un giorno di festa si trasforma in uno di dolore, e il bell’abitino bianco si tinge presto di nero.

Trasferitasi nella sua nuova casa Carmen non ha vita facile. Con l’inganno riesce a intrufolarsi nella stanza dove e’ tenuto “prigioniero” il padre costretto su una sedia a rotelle. Padre e figlia cercano di recuperare il tempo perduto, e il matador insegna alla bambina l’arte della tauromachia. Scoperto il rapporto tra i due e stanca di dover badare all’invalido marito, Encarna lo uccide ereditando la sua fortuna. Sorte infausta per l’ormai adolescente e bellissima Carmen, che verrà abbandonata apparentemente morta dall’autista/amante di Encarna. Un gruppo di nani toreri girovaghi – Los Enanitos Toreros – accoglieranno benevolmente Carmen, ribattezzandola Biancaneve. Spettacolo dopo spettacolo, le doti da matador della fanciulla di fanno notare.

Amabile l’interpretazione di Sofia Oria nel ruolo di Carmen da bambina; energica e degna di un toreador esperto quella di Macarena Garcia nei panni, appunto di Biancaneve. Una lode va sicuramente ai siparietti spietati, crudeli e sadomaso di Encarna che si aggiudica il podio per la matrigna piu’ perversa della storia.

Scena dopo scena, accompagnati da una splendida colonna sonora firmata da Alfonso de Vilallongra, il pubblico resta catturato da questa piccola meraviglia riscoprendo la magia e l’amore per il cinema muto.

Angela Di Giacomantonio

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