“Black or White”, legal dramedy alla lacrima per Kevin Costner

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Black or White (id, Usa, 2014) di Mike Binder con Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell, Bill Burr, Jennifer Ehle, Mpho Koaho, André Holland, Anthony Mackie, Gillian Jacobs

Sceneggiatura di Mike Binder

Drammatico, 2h 04′, Good Films, in sala dal 5 marzo 2015

Voto: 6 su 10

Non stupisce che Kevin Costner, dopo un periodo non proprio felice dal punto di vista artistico, abbia abbracciato con tutte le sue forze le sorti di un progetto come Black or White. A nove anni di distanza da Litigi d’amore, il divo americano torna a lavorare con lo sceneggiatore e regista Mike Binder in un legal dramedy dalle tematiche profondamente radicate nella cultura statunitense e, pertanto, anche estremamente classiche, esattamente come quel cinema dei padri in cui più volte lo si è visto impegnato nei panni dell’eroe che agisce in difesa del debole.

BLACK_OR_WHITE_GDel film, Costner è produttore principale oltre che interprete, al fianco di una sempre strepitosa Octavia Spencer: lui è un avvocato da poco vedovo, che si ritrova a dover badare da solo alla nipotina, la cui madre morì dandola alla luce; lei è la nonna afroamericana dalla parte del padre, un drogato che adesso rivendica per sé la tutela della piccola. Nonostante il rapporto pacifico tra consuoceri, non si riesce ad arrivare a un accordo sull’affidamento congiunto, pertanto si ritrovano in tribunale. Chi avrà la meglio, il bianco alcolizzato e forse razzista o il nero tossico e irresponsabile?

Nonostante gli argomenti attuali (il film è ovviamente ispirato a una storia vera, toccata con mano dallo stesso Binder), le banalizzazioni retoriche sono sempre dietro l’angolo e, sebbene il film riesca sempre a mantenere una certa soglia di realismo nelle caratterizzazioni dei personaggi, spesso naufraga nel mare dei più stucchevoli buoni sentimenti. Probabilmente la vecchia hollywood avrebbe lavorato più di fino sul lato emozionale del recconto, senza calcare la mano nel ricatto a buon mercato. Oggi invece si tende a condire semplicemente il drammone famigliare con qualche riuscito momento ironico per far filare liscia una vicenda pretestuosa all’origine ma perfetta per bagnare i fazzolettini del pubblico più sentimentale. E, in quest’ottica, Black or White resta un film di assoluta dignità.

Giuseppe D’Errico

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