“Bianca come il latte, rossa come il sangue”, la conferenza stampa a Roma

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Uno dei film italiani più attesi della stagione cinematografica è stato presentato in anteprima stampa questa mattina a Roma. Bianca come il latte, rossa come il sangue, tratto dal best seller di Alessandro D’Avenia e diretto da Giacomo Campiotti per LuxVide e Rai Cinema, è la storia di Leo, un sedicenne che, con l’aiuto della sua migliore amica Silvia, cerca con ogni mezzo di conoscere una coetanea, Beatrice. Ci riuscirà, e le starà vicino durante il decorso di una violenta malattia, imparando una lezione di vita irripetibile.

Presente in sala l’intera squadra di lavoro, capitanata dal regista Campiotti, assente dal cinema dai tempi di Mai + come prima (2005), e dai produttori Luca e Matilde Bernabei, con gli sceneggiatori Fabio Bonifacci e lo stesso D’Avenia, e il cast al completo, con Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Luca Argentero, Gaia Weiss, Flavio Insinna e Cecilia Dazzi.

“La mia prima impressione sul personaggio di Leo è stata di compassione profonda per la situazione che si trova ad affrontare” ha detto Scicchitano, “ho cercato di analizzare il contesto in cui agisce e il modo con cui reagisce alla malattia di Beatrice; è la prima volta che mi trovo a recitare in un film tratto da un romanzo, quello che ho capito è che un film non potrà mai essere uguale al libro, sono due cose diverse; io imparo sempre in ogni momento, quest’esperienza mi ha arricchito soprattutto nel rapporto che si è creato con l’intero gruppo di lavoro”.

Non meno entusiasta la coprotagonista Aurora Ruffino, che interpreta Silvia: “Ho lottato disperatamente per avere la parte durante i provini, avevo letto il libro e me ne ero innamorata, così profondo e pieno di gioia di vivere, si basa sulla speranza e la fede che vanno oltre il dolore e la morte, un vero inno alla vita”.

Nei panni del professore sognatore c’è Luca Argentero, che ha scherzato dicendo: “Questo ruolo mi ha fatto capire che ormai ho un età per cui mi tocca fare il padre o il professore”, e ha aggiunto “Mi ha lasciato senza parole l’enorme amore che Alessandro ha nei confronti del suo lavoro di educatore, l’ho potuto provare nelle lezioni direttamente al suo fianco, e ho capito anche quanto sia fervida la gioventù di oggi”.

Giacomo Campiotti, reduce da alcune fiction di straordinario successo di pubblico, ha detto: “Non reputo la televisione di serie B, io scelgo le storie che mi interessano, non conoscevo il libro ma ho capito perché mi è stata proposta la sceneggiatura, credo sia totalmente nelle mie corde, ho già affrontato l’adolescenza in diversi altri film, un’età che sento ancora vivere dentro di me, un’età in cui si è in bilico tra sogni e problemi della vita vera. Questo desiderio di non abbandonare i sogni e di inseguirli sempre mi appartiene molto, io stesso trovo molto più stimolanti i ragazzi che non gli adulti, io stesso ho quattro figli”.

Oltre alla storia d’amore tra i protagonisti, il film tocca la delicatissima tematica della spiritualità e della ricerca della fede: “Se eliminassimo la parola Dio dalla letteratura non rimarrebbe quasi nulla, per questo mi stupisce come ci si scandalizzi di fronte la ricerca di una fede da parte dei giovani, la domanda di Dio in loro è presente e ne ricevo la prova dalle lettere che mi arrivano da chi ha letto il libro. Questa storia nasce da un’esperienza personale, per capire se facendo a botte con la morte si riesce a salvare qualcosa, è stato un braccio di ferro con Dio che non mi sembrava ci volesse bene come ci veniva raccontato. Il libro è la sommessa confessione di un tentativo di dialogo. Questo è un tema che tutti condividiamo, che ci impedisce di rifugiarci dietro delle maschere”.

Riallacciandosi alla questione, anche Flavio Insinna ha sottolineato la sua ispirazione, per il ruolo del padre di Leo, a suo padre, recentemente scomparso: “Doloroso che sia, ho voluto ribaltare lo specchio e ricordare tutta la preoccupazione di mio padre per me quand’ero adolescente e rincasavo tardi”; e Cecili Dazzi: “La madre di Leo soffre l’apprensione per un figlio dall’incoscienza potente, ma ci abbiamo anche voluto scherzare”

Bianca come il latte, rossa come il sangue sarà distribuito da 01 e Rai Cinema in tutta Italia a partire dal 4 aprile, con oltre 300 copie; per l’occasione, il gruppo musicale dei Modà, presenti nel film con le loro canzoni, si esibiranno dal vivo al cinema The Space Moderno di Roma, con diretta via satellite su oltre 250 schermi d’Italia.

Giuseppe D’Errico

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