“Autobiografia erotica” di Domenico Starnone, uno spettacolo di Andrea De Rosa, la recensione

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AUTOBIOGRAFIA EROTICA
di Domenico Starnone

con Vanessa Scalera e Pier Giorgio Bellocchio
regia Andrea De Rosa
produzione Cardellino srl
foto di Lorenzo Dogana

In Scena all’Off/Off Theatre di Roma fino al 27 maggio

Voto: 7 su 10

Domenico Starnone adatta per il teatro il suo romanzo del 2011 “Autobiografia erotica di Aristide Gambía”, affidandone la regia ad Andrea De Rosa e la caratterizzazione dei personaggi a Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera. Se il libro dal quale questa pièce è tratta raccontava la vita erotica di un editore cinquattottenne, nel corso del dialogo con un’ex amante, alla quale raccontava le sue passate esperienze sessuali, la rappresentazione teatrale che ne nasce ha, invece, un fulcro fortissimo nella sua protagonista femminile, poiché il personaggio di Mariella è il centro fondante degli accadimenti e della narrazione che ne consegue.

Vaginocentrismo, potremmo forse azzardare, poiché, nell’allestimento scenico ospitato presso gli spazi dell’OFF/OFF Theatre di Roma, è la donna ad organizzare l’incontro con colui assieme al quale ebbe un’unica esperienza carnale vent’anni prima, mai più sentito e mai più incontrato da allora, ma che adesso invita nel suo appartamento, sfidandolo a rammentare quanti più dettagli possibili di quel pomeriggio trascorso assieme in una città, Ferrara, nel quale erano tutti e due stranieri, loro, entrambi campani per inflessioni dialettali e per visceralità di necessità fisiche e (forse) di  moti del cuore.

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Sesso raccontato senza troppi giri di parole, linguaggio diretto e non edulcorato, una tensione che da genitale si trasforma, ma mano che il dialogo tra questa non-coppia ha luogo, in dramma esistenziale, poiché, con buona pace di ogni presunta parità dei generi, per la donna ogni atto fisico ha – da sempre e ancora – conseguenze e implicazioni delle quali gli uomini sono molto spesso comodamente ignari.

Sebbene la chiusura di questa drammaturgia si affidi ad un simbolismo molto forte che rinuncia a spiegazioni esaustive sugli esiti della vicenda personale di Mariella e Aristide, lasciando un sospeso sul quale giace un’ombra di insoddisfazione narrativa, questo dialogo a due è un testo profondamente meditato e molto ben scritto, capace di raccontare con grande efficacia il differente tumulto fisico ed emotivo che l’atto sessuale provoca tanto negli uomini quanto nelle donne. Alla trasparenza interpretativa di Bellocchio, ma soprattutto al credibile trasporto emotivo che Scalera è capace di donare alla sua protagonista, si deve la vivida riuscita di questa aspra, impietosa autobiografia erotica.

Marco Moraschinelli

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